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Lipu e Italia Nostra: con il mega concerto danni enormi al “Bassani” e alla sua fauna. Cercare altre collocazioni

L'architetto Malacarne: il parco è luogo “fragile” inadatto a ospitare questi eventi. Lorenzo Borghi: animali a rischio. L’assessore all'ambiente Balboni: rispetteremo la sostenibilità 

FERRARA. I fan del “Boss” che si riverseranno a decine di migliaia al Bassani non saranno soli, perché nascosta tra le fronde e i cespugli del parco urbano c’è una popolazione a sua volta numerosa di uccelli e altri animali selvatici.

Ed è alla loro tutela che pensa con grande preoccupazione il responsabile Lipu Lorenzo Borghi, tanto più che l’idea di destinare il polmone verde cittadino a grandi eventi musicali «stravolge gli obiettivi per i quali era stato originariamente realizzato e curato in tutti questi anni. Per chi ha a cuore gli animali, un concerto di quelle proporzioni al Parco Bassani è quanto di peggio si possa immaginare. A maggior ragione se si tiene a maggio, il periodo cruciale per la nidificazione degli uccelli e la riproduzione di molte specie selvatiche. Si è lavorato tanto, con impegno e passione, per fare del parco un ambiente ricco di vita e per potenziare la presenza di animali permettendo loro di trovare cibo e acqua. E ho lottato tanto, in passato, per impedire lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico a giugno, già di per sé molto dannoso per la fauna del parco. Figuriamoci ora un evento con una rockstar di fama mondiale».



L’elenco delle controindicazioni è lungo, prosegue Borghi: «L’attività riproduttiva sarà irrimediabilmente compromessa, e gli animali che riusciranno a sopravvivere scapperanno, spaventati dalla musica alta e dalla presenza esorbitante di gente. Anche il manto erboso sarà gravemente danneggiato, calpestato da migliaia e migliaia di persone; non voglio immaginare le condizioni in cui si troverà il parco il giorno dopo».

Il Giardino delle Capinere della Lipu si trova a poca distanza dal grande polmone verde. A causa dell’emergenza sanitaria l’attività didattica con le scuole è sospesa, ma continua il soccorso alla fauna selvatica: «Quest’anno il Centro di recupero ha curato 1.300 uccelli, e ogni giorno una grande quantità di volatili viene al Giardino in cerca di cibo; ecco, si tratta di un piccolissimo numero rispetto a quelli che hanno trovato dimora al Parco urbano, ma basta comunque a dare un’idea, in proporzione, del numero di esemplari presenti nel parco, che saranno annientati dopo un evento simile».

Un’idea del “day after” emerge anche dalle fotografie scattate dopo i concerti del 3 e 4 settembre dal fondatore di Italia Nostra Ferrara, l’architetto Andrea Malacarne, che ribadisce la netta contrarietà dell’associazione all’utilizzo del parco Bassani per grandi eventi musicali: «Le immagini mostravano i danni prodotti dal passaggio di autoarticolati e non solo. Già mesi fa, quando il sindaco annunciò l’intenzione di tenere concerti al Bassani, insieme ad altre associazioni avevamo fatto presente, con una nota, l’inopportunità di quella scelta e la necessità di cercare altre soluzioni, come l’area dell’Aeroporto. Il parco urbano è un’isola di biodiversità, un ambiente “fragile” non adatto a ospitare manifestazioni simili, ma l’amministrazione non ci ha ascoltato ed è andata avanti. Dopo i concerti di settembre sono andato a fotografare i danni prodotti, ed è stata inviata una seconda lettera, anch’essa senza risposta. Nei prossimi giorni torneremo a chiedere all’amministrazione di ripensarci».

Perplesso anche Sergio Golinelli, coordinatore di Sinistra Italianae anima ambientalista di lungo corso: «Servirebbe una valutazione di impatto ambientale, e indicazioni precise su parcheggi e viabilità».

Considerazioni che, interviene l’assessore comunale all’Ambiente Alessandro Balboni, non saranno sottovalutate: «Sono preoccupazioni legittime, ma nell’organizzazione del concerto saranno messe in campo tutte le migliori strategie e attività perché l’evento sia green e rispettoso dell’ambiente. Va ricordato che lo staff che segue le personalità di rilievo mondiale hanno a disposizione mezzi che a Ferrara non abbiamo mai avuto, e non bisogna dare per scontato che l’impatto sia proporzionale all’entità dell’evento. Il parco Bassani anche in passato ha ospitato centinaia di spettacoli, riuscendo a conciliare diverse esigenze, ed è inoltre un ambiente molto vasto, ancora non sappiamo esattamente quali parti saranno interessate dal concerto. Partiamo da un presupposto di sostenibilità – conclude Balboni – non sarà un Jova Beach Party».

A.M.

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