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Muretto, blitz dei vandali a Ferrara: danneggiata la corona dei partigiani

La denuncia del presidente  dell’Anpi: «Episodio grave e provocatorio. Atto fascista». Il furto della fascia tricolore condannato in modo unanime

FERRARA. La triste rassegna di atti vandalici e senza senso contro monumenti a memoria di eccidi fascisti si allunga. Nella notte tra venerdì e ieri (sabato) alcuni teppisti hanno scaricato il loro vuoto contro la corona posta dall’associazione partigiani sotto una delle 2 targhe che ricordano i martiri del Muretto del Castello Estense (15 novembre 1943). Gli autori dell’ignobile gesto questa volta si sono accaniti contro la fascia dell’Anpi che cinge la corona di alloro posta ai piedi della lapide che riporta i nomi dei martiri.

Sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine.


Immediata la presa di posizione del presidente dell’Anpi di Ferrara, Roberto Cassoli: «Dopo la svastica trovata a Porotto e altri gesti di chiaro stampo fascista in città siamo indignati – ha detto Cassoli – anche se il nostro atteggiamento, che certamente è sempre di condanna rispetto a questi gesti, è però anche improntato alla riflessione. Certo è che a pochissimi giorni dalla commemorazione dell’Eccidio del Muretto vien da pensare – ha detto ancora il presidente Cassoli – che non sia una ragazzata». Ecco perché nello stigmatizzare pesantemente l’accaduto, lo stesso presidente dell’Anpi di Ferrara non usa mezzi termini: «Si tratta purtroppo – ha detto Cassoli ieri sera raggiunto al telefono – di un atto grave, arrogante e provocatorio. Come detto, è stata asportata dalla corona depositata dall’Anpi davanti alla lapide del Castello in ricordo dei Martiri dell’eccidio fascista del 15 novembre 1943 la fascia tricolore che l’Anpi appone. Denunciamo ancora una volta – ha proseguito il presidente dell’Anpi – la volgarità di tali atti, la totale assenza di rispetto verso le vittime e il loro sacrificio, sacrificio che ogni anno viene ricordato dalla comunità ferrarese, un sacrificio che è stato posto a difesa della libertà e della democrazia del nostro Paese». Infine la conclusione: «C’è senza dubbio un clima non positivo – chiude Cassoli – all’interno di cui potrebbe anche c’entrare qualcosa la politica. Ma questo non posso dirlo adesso. Certo è che gesti come questi seminano ulteriore odio e impongono una riflessione».

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