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I sindacati al ministro: «Senza cracking anche Basell in bilico»

Rappresentanti dei lavoratori scettici sulle garanzie Versalis. Chiarioni (Cgil): l’azionista di Stato deve dirci la sua strategia

FERRARA. Non si sentono per nulla rassicurati, i sindacati chimici, delle garanzie reiterate da Versalis al tavolo comunale della chimica, l’altro giorno a Palazzo Municipale, sulla continuità delle forniture di materie prime al petrolchimico anche dopo la chiusura del cracking di Marghera. E per questo hanno già inoltrato una «richiesta d’incontro con il ministro dello Sviluppo economico. Vogliamo conoscere cosa pensa l’azionista di Stato - riassume Fausto Chiarioni (Filctem Cgil) - della strategia annunciata dall’azienda del gruppo Eni, di fatto abbandonare la chimica di base lasciando così senza garanzie l’intera filiera».

L’attenzione dei rappresentanti dei lavoratori è puntata in queste settimane anche su Lyondellbasell, che è il principale acquirente dei polimeri provenienti da Marghera, e che «ufficialmente continua a restare in silenzio. A noi, però, nel recente incontro di Roma - continua Chiarioni - ha spiegato che la sorte dello stabilimento ferrarese dipende da tre fattori: la strategia del nuovo Ceo (quello uscente ha sempre difeso gli investimenti europei), il costo dell’energia e appunto le decisioni relative al cracking». Mentre infatti in questo momento c’è abbondanza dell’altro monomero prodotto dal cracking lagunare, l’etilene, di propilene «Versalis riesce appena a soddisfare con la sua produzione italiana il fabbisogno nazionale. Ci ha detto chiaramente - è sempre il segretario Filctem a parlare - che dovrà comprarlo in giro per il mondo, con conseguenze sulla qualità del prodotto e puntualità delle forniture già sperimentate dal petrolchimico durante le fermate del cracking».

C’è poi l’altro aspetto, che sta diventando sempre più centrale nelle strategie internazionali, del riciclo chimico della plastica: la possibilità di riconvertire Ferrara in un polo delle plastiche da monomeri di secondo uso «svanisce nel momento in cui chiuderanno il cracking di Marghera, perché questi procedimenti sono possibili proprio con impianti di questo tipo - conclude Chiarioni - Quindi il petrolchimico resterà legato ai polimeri di origine fossile, perdendo un treno fondamentale».

S.C.

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