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Ferrara, badante no vax: spese per i tamponi a metà

Altre tre candidate si sono rivelate inadeguate. «Ho richiamato quella precedente, contribuirò a pagarle i test»

FERRARA. L’esperienza con le badanti per la signora P.B. di Ferrara non è stata certamente positiva; si era rivolta ad un’Agenzia specializzata della città ma ha avuto solo problemi e disagi tanto da dover rinunciare. «Sulla badante precedente – racconta – non avevo nulla da dire, anzi avevo trovato la persona giusta per la mia situazione familiare, solo che non si voleva vaccinare. Aveva avuto una forma lieve di Covid ma nonostante le bastasse un solo vaccino, non c’è stato verso di convincerla; piuttosto, mi ha detto, avrebbe rinunciato al lavoro e così è stato: lei è rimasta a casa e per me è iniziata una Via Crucis davvero incredibile».

Nel giro di dieci giorni infatti sono state tre le persone inviate dall’Agenzia, ma gli incontri non sono andati a buon fine. La prima candidata, riferisce la signora, «si è presentata con le unghie laccate e nessuna voglia di sporcarsi le mani», ovvero voleva fare solo la dama di compagnia; la seconda «ha sbandierato subito una laurea in Medicina ma anche lei dopo qualche giorno ha dichiarato che non stava bene ed è rimasta a casa»; la terza ha subito messo in chiaro «con un tono piuttosto elevato di voce, che lei non era una schiava e non avrebbe fatto nessun lavoro domestico». Da precisare che si tratta solo di stare con il marito autosufficiente non allettato e in grado di intendere e volere, quando la signora esce per commissioni o altro, e di provvedere a piccoli lavori domestici.


«Dopo tre tentativi andati male – prosegue P.B. – sono andata all’Agenzia per rinunciare e pagare un conto piuttosto salato, in quanto comprendeva i contributi e lo stipendio di tutte e tre anche se si trattava di pochi giorni. Mentre ero in attesa di saldare il mio debito è entrata una giovane ragazza chiedendo di voler fare la badante. Le hanno chiesto le generalità e l’hanno inserita nel loro elenco senza domandare se era vaccinata e senza voler verificare se aveva il Green Pass. Questo mi ha molto meravigliato e mi ha fatto pensare alle tre donne che erano entrate in casa mia senza una documentazione che attestasse la loro situazione sanitaria. Mi ero fidata ma vedendo come hanno trattato la richiesta di quella giovane mi sono chiesta se fossero in regola». La signora ha dunque deciso di tornare sui suoi passi: «Ho quindi richiamato la mia precedente badante facendo un patto: un tampone lo paga lei e uno io e così abbiamo ripreso il nostro vecchio rapporto».

Margherita Goberti

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