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Provincia di Ferrara, il centrodestra fatica: ora spunta il nome di Pagnoni

Il sindaco di Copparo è il candidato della Lega, sì dei consiglieri ferraresi. Qualche problema sul territorio: Roberto Lodi medita ancora una sua lista

FERRARA. Non c’è l’accordo tra centrodestra e civici di area per “blindare” uno dei sindaci usciti nei giorni scorsi come candidati alla carica di presidente della Provincia. La Lega nella tornata decisiva d’incontri, ieri pomeriggio e in serata a Palazzo Municipale, ha quindi presentato un altro profilo, quello del sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, che era stato tenuto fuori dal toto-nomi proprio nell’eventualità che nessuno dei candidati di prima battuta riuscisse a coagulare i consensi necessari in vista delle elezioni in Castello del 18 dicembre. La candidatura ha trovato buona accoglienza tra i consiglieri di maggioranza, acque più agitate tra i sindaci. «No, non c’è ancora ufficialmente un nome, dobbiamo trovare la massima unità del centrodestra» dicevano ieri sera ai piedi dello Scalone due dei possibili candidati, Davide Bergamini (Vigarano) e Simone Saletti (Bondeno), a testimonianza che mancava ancora qualcosa alla quadra.

Bisogna convincere al sostegno gli altri due candidabili, cioè Riccardo Bizzarri (Masi, potrebbe fare il vice o entrare in giunta) e soprattutto Roberto Lodi (Terre del Reno): quest’ultimo, forte sulla base delle sue stesse dichiarazioni dell’appoggio dei sindaci civici, avrebbe ventilato la possibilità di presentare una lista propria. Sarebbe una mossa in grado di creare grosse difficoltà ad un centrodestra che sulla carta ha sì la possibilità di eleggere almeno 7 consiglieri su 12, ma a patto di non perdere per strada nessuna delle sue varie sfumature di civismo “d’area”. Servono peraltro un bel numero di firme: 50 per la candidatura a presidenza, davvero molte se non si ha l’appoggio di Lega o Pd; più alla portata quota 15 per presentare la lista. L’altro problema evidenziato dalle riunioni di ieri è la quota rosa: almeno il 40% dei candidati dev’essere donna, e tra i consiglieri di centrodestra si sta faticando a trovare disponibilità.


In ogni caso le liste e le candidature a presidente, che seguono due votazioni distinte, vanno presentate entro domenica sera, quindi i tempi cominciano a farsi stretti: sarà alla fine il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, che continua a rifiutare una candidatura diretta in grado naturalmente di mettere d’accordo tutti, prendere in mano la situazione e imporre Pagnoni. Sul fronte centrosinistra, intanto, trova smentite di tipo “metodologico” l’ipotesi di una candidatura di Andrea Baldini, sindaco di Argenta. «Ribadisco quanto già dichiarato, stiamo lavorando ad un programma in grado di coagulare consensi attorno ad una lista per il consiglio comunale - ha sillabato il segretario provinciale dem, Nicola Minarelli - Se una volta compiuto questo percorso si trovasse anche la quadra su di un nome alla presidenza, che ad oggi non è sul tavolo, si potrebbe valutarlo». Tenendo conto, sottolinea il segretario comunale Alessandro Talmelli, che «in ogni caso il gruppo consiliare cittadino è fondamentale per ogni scenario».

Stefano Ciervo

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