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Bondeno, una serata di festa per Rossella: «Ricorderemo la sua vitalità»

Parla la sorella: «Lei è sempre nei nostri cuori». Dieci mesi fa l’assassinio di Placati, l’ex accusato di omicidio

BONDENO. «Sarà un appuntamento gioioso! Con musica e risate. Dalle 18 ci saranno Franz & Nico a suonare! Mi aspetto di vedere molte persone. Donne e Uomini. Col cuore». Daniela Placati, dalla sua pagina Facebook, invita così all’inaugurazione della panchina rossa che il comune di Bondeno dedica a sua sorella vittima di femminicidio. «E ho pure cambiato l’immagine di copertina, ci sono le scarpe rosse», tiene a precisare in apertura della nostra conversazione telefonica. La prima, in verità, e dalla cornetta non è semplice capire fino in fondo lo stato d’animo dell’interlocutrice. Sì, perché è lei ad aver perso una sorella dieci mesi fa e affrontare un lutto così grande e recente parlandone con un estraneo non è facile. Eppure, non si sottrae.

INDAGINI CHIUSE


Era il 22 febbraio scorso quando Rossella Placati, 50 anni, venne trovata nella sua abitazione di Borgo San Giovanni, all’ingresso di Bondeno, massacrata di colpi e fendenti: in carcere, con l’accusa di omicidio, c’è il suo compagno di allora, si diceva ormai praticamente un ex, Doriano Saveri di 45 anni, che all’Arginone ha ricevuto di recente l’avviso di chiusura indagini. Una tragedia immane che, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, sarà vissuta da parenti e amici di Rossella cercando di togliere quel velo di tristezza che accompagna la sua mancanza, un distacco così repentino e violento: «Abbiamo scelto una modalità diversa – spiega la sorella – per ricordare la sua vitalità: non sarà una veglia funebre».

L’EDUCAZIONE

Una piaga, quella dei femminicidi e, in generale, della violenza sulle donne, tutt’altro che estirpata: «È una questione di educazione, da bimbi, bisogna far crescere in modo uguale l’individuo, sia maschio o femmina», sentenzia Daniela. Il tono ora è diverso, la voce vibra.

E quando le chiediamo di questi dieci mesi senza Rossella, la risposta è di quelle che spaccano in due: «Il dolore c’è sempre, non passa. Ci convivi, ti ci abitui, ma non passa. A prescindere da chi ha ucciso nostra sorella, il tempo non ha cambiato nulla, non ha abbassato il livello del nostro dolore». A far da contraltare a questo sentimento, così duro e ineluttabile, un momento di ricordo così leggero, addirittura con due comici: «Mia sorella – riprende Daniela con ritrovata serenità – avrebbe voluto così. Bisogna tornare alla vita, a ridere e scherzare, ironizzare. Gli amici testimonieranno la stessa cosa: lei è sempre nei nostri cuori ed era così, le piaceva la musica, incontrare gli amici, non era introversa, ma solare». Il femminicidio consumato a Reggio Emilia sabato scorso è solo l’ultima atrocità di una scia di sangue infinita. E sapere che l’assassino aveva precedenti specifici e aveva patteggiato una condanna, poi sospesa, è duro da accettare: «Non ci si può fare niente, la legge purtroppo è questa, inefficace. È questione di prevenzione, però, quando ci sbatti contro... Le leggi servono a poco, non so cosa dire: bisognerebbe applicare le leggi in modo più efficace e diretto: mettere in carcere e buttare via la chiave».

DATO STATISTICO

Anche l’altra sorella di Rossella Placati, Ines, condivide questa analisi: «Siamo diventate un dato statistico, una notizia di cronaca, non abbiamo mai pensato neanche nel nostro incubo peggiore che ci succedesse tutto questo. Ci vorrebbe più rispetto, più dialogo, non separare l’educazione di maschi e femmine, ma educare l’individuo. La Ines, che ha un figlio maschio, è la primissima a pensarla come me e ad averlo educato così, a rispettare la donna come individuo, non come oggetto da possedere».

Daniela Placati sulla sua pagina Facebook ha pubblicizzato anche l’iniziativa di Coop Alleanza 3.0, che mette in ogni scontrino il numero anti-violenza: «È un’iniziativa molto interessante e giusta: bisogna parlarne il più possibile di questo problema, mai abbassare la guardia».

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