Alberi lungo il Reno «Bando rispettato I tagli sono regolari»

In Regione si torna a parlare delle operazioni vicino all’argine Zamboni (Europa Verde):  manca la programmazione degli interventi di manutenzione

POGGIO RENATICO. “La Regione chiarisca i programmi degli interventi di manutenzione e gestione della vegetazione ripariale necessari per finalità di sicurezza idraulica nelle aree demaniali e sulla concessione per il taglio di alberi in atto lungo il fiume Reno, per una lunghezza di 10 chilometri, nel tratto compreso nei comuni di Cento, Terre del Reno, Poggio Renatico, Pieve di Cento, Galliera, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Sala Bolognese, Castello d’Argile e Argelato”. È il testo di una interrogazione della consigliera Silvia Zamboni (Europa Verde) che è stata discussa in commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro. L’assessore all’ambiente, Irene Priolo, ha risposto che il programma ancora non c’è, ma il taglio è avvenuto in modo regolare e sono stati svolti numerosi controlli. «Questo – ha detto Zamboni – è un intervento spot, effettuato su richiesta di aziende di lavorazione di legname che possono fare la pulizia fiumi intervenendo per un tratto di sponda compreso entro 10 chilometri. E questo avviene perché la Regione non ha preparato il programma di interventi».

La capogruppo di Europa Verde ha posto diverse domande nell’interrogazione, a partire dalla mancanza di «programmi degli interventi di manutenzione e gestione della vegetazione ripariale necessari per finalità di sicurezza idraulica nelle aree demaniali». Zamboni ha chiesto di conoscere quanti e quali controlli siano stati svolti e se il taglio «rientri nei parametri previsti nel bando pubblico, nella concessione e nelle linee guida regionali». L’assessore Priolo ha spiegato che per ora non sono stati approvati i programmi. «Gli interventi - ha detto - rispettano linee guida previsti dal periodo transitorio. Attualmente, Regione e autorità idrauliche stanno aggiornando ed elaborando i programmi e gli studi si concentrano sulle aree a rischio significativo».


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