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Caso Bergamini: «Isabella era gelosissima», i testimoni dell’accusa in aula

Si è conclusa ieri la seconda udienza del processo. La Internò presente in aula. L’avvocato Anselmo: «Siamo partiti col piede giusto. Grande lavoro del pm».  

BOCCALEONE. Si è conclusa ieri la seconda udienza del processo “Bergamini”, che si tiene davanti alla Corte d’Assise di Cosenza, presieduta dal presidente Maria Lucente (giudice a latere Marco Bilotta). Isabella Internò arriva puntuale, come racconta il Corriere della Calabria. Come avvenuto nel corso della prima udienza del processo “Bergamini” siede accanto ai suoi legali, gli avvocati Cribari e Pugliese, e non concede nessuno sguardo ai presenti in aula. Il procedimento che mira a far luce sulla morte del calciatore Denis Bergamini (morto il 18 novembre 1989), prosegue con alcune richieste preliminari degli avvocati di difesa e degli avvocati di parte civile Fabio Anselmo e Alessandra Pisa, in merito ad una serie di atti da acquisire. La Corte affida al perito Nicola Zengaro il compito di trascrivere un centinaio di conversazioni telefoniche e ambientali presenti nell’elenco prodotto dal Pm, depositato il 25 ottobre 2021. La difesa decide invece di non nominare consulenti di parte.

Le parti civili, inoltre, chiedono di acquisire della documentazione fotografica: immagini di repertorio e video di interviste rilasciate da Bergamini e anche il video dell’ultimo allenamento del calciatore argentano prima della morte. La difesa si oppone alla richiesta e contesta la presenza di alcune descrizioni sulle immagini. La Corte, dopo essersi riunita in Camera di Consiglio, decide di ammettere la documentazione con degli omissis relativi ad alcuni commenti. L’udienza prosegue con la deposizione congiunta dei due testi: l’ispettore capo di Polizia, Ornella Quintieri, e l’assistente capo Pasquale Pugliese. «Siamo partiti col piede giusto - ha detto Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Bergamini -. Il lavoro del pubblico ministero è davvero grande».


L’udienza

La pubblica accusa - come riporta il sito “cosenzachannel” - rappresentata dal magistrato Luca Primicerio, ha chiesto l’acquisizione di una serie di documenti, quali le dichiarazioni rese in aula a Trebisacce dall’allora maresciallo Barbuscio, il quale prima fermò la vittima e l’imputata lungo il tragitto in un posto di blocco e successivamente iniziò i primi rilievi sul luogo incriminato.

La difesa per quanto attiene alle trascrizioni del processo contro Raffaele Pisano, chiede di ripetere le operazioni. Non può essere acquisito l’atto di appello della procura generale contro Raffaele Pisano. Il consulente tecnico, Nicola Zengaro, è il perito che trascriverà un centinaio di intercettazioni ambientali e telefoniche effettuate nel corso delle indagini dalla procura di Castrovillari. Zengaro si è riservato di consegnare tutto il materiale entro 90 giorni. Secondo i teste, Internò era mossa da una «gelosia ossessiva», riscontrata dagli stessi inquirenti tramite le confessioni delle diverse donne sentite e grazie alle intercettazioni. E oggi si prosegue.

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