Dimissioni Arquà, bocciato il ricorso dell'ex consigliera leghista

La decisione del Tar che era stato investito del caso scoppiato dopo le lettere anonime al vicesindaco Lodi. Che commenta: "Mi aveva minacciato, pronunciamento ineccepibile"

BOLOGNA. Il Tar ha respinto il ricorso presentato dall'ex consigliera comunale della Lega a Ferrara, Rossella Arquà, per ottenere l'annullamento dell'atto che l'ha fatta decadere dalla carica. L'organismo della giustizia amministrativa aveva già raccolto gli elementi ritenuti utili per la decisione e si era "riservato"; oggi (26 novembre) la notifica del provvedimento. Sulle dimissioni presentate dall’ex consigliera i suoi legali (studio Anselmo) avevano chiesto l’annullamento della delibera comunale che le ufficializzò. L'obiettivo era ottenere la reintegrazione in consiglio comunale. Tutto era nato dal caso delle lettere anonime minatorie, contenenti anche proiettili, che lei stessa aveva inviato al vicesindaco Nicola Lodi e a se stessa. Dopo essere stata indagata per quei fatti lei stessa aveva deciso di dimettersi per poi chiederne la revoca sostenendo che la scelta era stata il frutto di un momento di disorientamento e di pressioni psicologiche. Dimissioni firmate per strada su un foglio prestampato, fatto - per modi e persone coinvolte - che aveva innescato altri strascichi giudiziari e denunce. Lodi, il vicesindaco, ha dichiarato che "la richiesta di Rossella Arquà era assolutamente inaccettabile e che non poteva essere accolta anche perché proveniva da una persona che mi aveva inviato gravi minacce. Un pronunciamento ineccepibile".