Luci e coccarde rosse per non dimenticare la violenza sulle donne: «Fermate questa strage»

Dallo Scalone alla Cidas. Dalla Questura al raduno in Piazza Castello. Sono 109 le vittime per mano di un uomo dall'inizio dell'anno 

FERRARA.  Comune, sindacati, forze dell’ordine, associazioni. Tutti uniti per fermare quella che ormai è una strage. Ferrara si ferma e celebra con la consueta partecipazione la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. È lungo l’elenco della mobilitazione. Luci arancioni e panchine rosse per fermare il fenomeno. In preoccupante crescita. Con un dato che mette i brividi: in Italia sono 109 le donne uccise da un uomo dall’inizio dell’anno. Un anno non ancora terminato. I loro nomi sono tristemente noti: Ornella, Vincenza, Antonietta. E tante altre. Purtroppo. Prese a coltellate, soffocate. Anche bruciate. Una strage silenziosa su cui accendere i riflettori ogni giorno. E di luce rossa «che desti l’attenzione su un fenomeno aberrante», hanno parlato ieri pomeriggio l’Udi, i sindacati, le associazioni, mentre il Coro delle Mondine di Porporana ha detto la loro in musica e parole. In mezzo, esponenti politici e sindacali.

"Sebben che siamo donne..." le mondine al sit-in contro la violenza

La foltissima rappresentanza Cgil, e poi Leonardo Uba e Massimo Zanirato quest’ultimo segretario generale della Uil; Sergio Golinelli coordinatore provinciale di Sinistra Italiana e Corrado Oddi componente di diversi comitati civici ferraresi. Arancione e rosso i colori che hanno fatto da filo conduttore. Dalle 17 dell’altro ieri la sede della cooperativa sociale Cidas si è illuminata di rosso. «Data la crescente e preoccupante escalation di crimini che la cronaca documenta ogni giorno, vogliamo lanciare un segnale per ribadire la nostra attenzione verso ogni violenza e discriminazione di genere – ha spiegato Daniele Bertarelli presidente della Cidas – Siamo una cooperativa composta dal 75% di lavoratrici e socie, siamo per questo molto attenti alle tematiche femminili e siamo vicini a tutte le persone vittime di abusi fisici e psicologici».


Anche Hera fa la sua importante parte. I suoi fiocchi rossi sui mezzi di lavoro urlano contro la violenza sulle donne e non passano inosservati. Così anche la multiutility vuole testimoniare l’urgenza di una cultura sempre più inclusiva. In mattinata una delegazione di studenti delle scuole ferraresi è stata accolta nell’aula del consiglio comunale dall’assessore alle pari opportunità Dorota Kusiak e dalla presidente della commissione pari opportunità Paola Peruffo.

E dalle 17 di ieri Palazzo Camerini, sede della Questura, che si accende di arancione per testimoniare un’altra fondamentale presenza, quella della Polizia di Stato e la quinta edizione del suo progetto “Questo non è amore”.

Ieri pomeriggio l’atto finale: in Piazza Repubblica con la fontana illuminata di rosso.

Ce n’è abbastanza per sperare di aver smosso qualche pietra dal muro di una sotto-cultura che deve sparire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA