Mela ancora regina su tutti i mercati E Ferrara resta la grande capitale

Più della metà della produzione regionale è in provincia  Anche Argenta e Voghiera tra i territori più vocati per i meleti

«Il frutto più consumato in ogni angolo del Paese, presente sulle nostre tavole in ogni periodo dell’anno, continua a essere la mela». La conferma è di Confagricoltura. «Sul totale regionale, più della metà della produzione (oltre 2.450 ettari) è concentrata in provincia di Ferrara; i Comuni del Ferrarese con il maggior numero di ettari di meleti sono Ferrara (800), Argenta (295) e Voghiera». Lo ricorda Confagricoltura Ferrara, che prosegue con il suo vice-presidente Domenico Muraro, frutticoltore di lunga data nei territori di Coccanile e Cologna. «Il gelo di aprile, con punte fino a meno 7 gradi, ha intaccato gravemente le varietà precoci di mele con un danno molto importante nonostante avessi tutti i sistemi in funzione. In altre zone del Ferrarese, dove la temperatura non è scesa a questi livelli, il danno è risultato più contenuto. Calo produttivo anche per le mie produzioni tardive o autunnali, Fuji e Pink lady, rispettivamente del 20% e del 30%. Abbiamo iniziato la raccolta delle tardive Fuji a metà ottobre – dice ancora Muraro – posticipandola di circa una settimana per permettere ai frutti di arrivare alla giusta colorazione; poi siamo partiti a novembre con lo stacco delle Rosy Glow e infine con le Cripps Pink. Il caldo estivo e anche quello in epoca raccolta, senza sbalzi termici fra giorno e notte, ci hanno imposto di attendere perché per entrambe le varietà la colorazione non era ottimale. Siamo ora in dirittura di arrivo con la raccolta della Fuji mentre la prima settimana di dicembre termineremo con la Pink Lady. A causa della perdurante siccità estiva, ad aver sofferto maggiormente è stata la Pink Lady, il fenomeno di cracking nella parte calicina del prodotto ha portato a una necrosi del frutto e al conseguente importante scarto di produzione. Per quanto riguarda gli attacchi delle cimici – prosegue Muraro – è stata più accentuata sulle Fuji, più contenuta sulle Cripps. Nonostante la ridotta produzione, oggi le mele raccolte si presentano ottime, anche se di pezzatura più ridotta, perché di secondo/terzo/quarto fiore».

Aldo Buriani, con azienda frutticola associata a Confagricoltura, conduce con il fratello Andrea 9 ettari di mele a San Bartolomeo in Bosco, settembrine e tardive. «La mela Gala – dice Buriani – è solitamente un frutto di ridotta pezzatura, presenta la buccia di colore rosso non uniforme con polpa dolce e croccante, molto apprezzata dal mercato. Purtroppo il danno da gelo quest’anno ha inciso molto sulla Gala. In alcuni frutteti – prosegue Buriani – la produzione è risultata molto deficitaria a causa della forte cascola del primo fiore; nel complesso abbiamo raccolto solo un 30% della produzione abituale. Per quanto riguarda le settembrine, abbiamo in produzione la varietà Crimson Crip, cultivar a maturazione intermedia e particolarmente resistente alla ticchiolatura. Il frutto ha un bell’aspetto, di forma sferica, simmetrica, di buona pezzatura. La colorazione è rosso brillante, quest’anno per il grande caldo il colore difettava leggermente, ma non la qualità che è risultata alta. La settembrina Crimson Crip è una varietà che non ha avuto danni sostanziali, se non la pezzatura inferiore. Abbiamo anche cinque ettari di mele Fuji che abbiamo iniziato a raccogliere ai primi di ottobre e terminato in questi giorni: frutti molto belli e sani, ma produzione sotto la media. Le nostre varietà tardive hanno risentito meno delle gelate di aprile, ciò che ha causato pezzature ridotte e conseguente resa inferiore è stata la siccità dell’estate, nel complesso la resa si aggira sui 350/400 quintali per ettaro».


Andrea Tebaldi

© RIPRODUZIONE RISERVATA