Contenuto riservato agli abbonati

Ferrara, Natale senza Duomo: l’apertura è rinviata

Inizia il cantiere nel tempio di San Paolo. In città ancora chiuse una dozzina di chiese

FERRARA. Anche in questo 2021 il Natale e tutte le festività non verranno celebrate nel Duomo di Ferrara. A metà anno si pensava, visto le caratteristiche del cantiere, che in qualche modo si potesse creare uno spazio tra le impalcature per un’apertura parziale e restituire alla città la sua bella e storica Cattedrale. Nonostante i lavori procedano bene, per questioni tecniche e organizzative legate anche alla sicurezza, per il terzo natale consecutivo la chiesa più importante di Ferrara non sarà agibile a pubblico e fedeli per le festività più sentite dell’anno.

L’ESILIO A SAN FRANCESCO


Si ripiegherà ancora una volta, come ormai da 33 mesi a questa parte, su San Francesco, un buon esilio considerato che la basilica di via Terranuova e una delle più belle e capienti della città. Ma il Duomo è il Duomo, per la sua centralità e il suo significato simbolico. Un peccato perché in molti ci speravano, ma si dovrà pazientare ancora anche per l’ingresso dei turisti, costretti dal marzo 2019 a fermarsi sul sagrato delle cattedrale e ammirare anche qui in maniera parziale la facciata in quanto la parte centrale con il protiro è protetta con un telo e un’impalcatura. I lavori proseguono frenetici a cura della Leonardo Costruzioni che in questi mesi tra l’alto è riuscita a dare alla luce anche importanti sculture realizzate nel XII secolo all’epoca della costruzione del Duomo. Si stanno rinforzando gli otto pilastri di sostegno.

CHIESE ANCORA CHIUSE

Quelle delle chiese della città chiuse, in particolare quelle del centro storico, con i loro patrimoni artistici, è una delle conseguenze più visibili dopo quasi dieci anni dal sisma e si dovrà aspettare ancora a lungo visto le gravità delle lesioni riportate e la non facile opera di recupero con piani e fondi.

Oggi, prima domenica di avvento, dove parte ufficialmente anche il periodo prenatalizio, si può già dire che saranno, oltre al Duomo, dodici le chiese del centro ancora inagibili per Natale. Rispetto allo scorso anno hanno riaperto i battenti la chiesa di Santo Spirito e la chiesa di Santa Maria della Consolazione.

Con l’inizio del 2022 torneranno le celebrazioni alla Madonnina di Via Formignana e a San Carlo in Corso Giovecca i cui cantieri sono in pratica terminati.

SAN PAOLO

Buone notizie arrivano dalla Chiesa di San Paolo di Corso Porta Reno, un’altra chiesa imponente fuori uso da tempo e inagibile con tutto il suo patrimonio di storia e arte a due passi dal Duomo, che si appresta a partire con il cantiere. Qui ci troviamo di fronte a soldi stanziati con i fondi ministeriali del Ducato Estense, per una cifradi oltre 3 milioni di euro. Ci vorranno poi almeno due anni. Non è certa quindi l’apertura per il Natale del 2023.

TEATINI

La Chiesa dei Teatini di Corso Giovecca, dedicata a Santa Maria della Pietà e a San Gaetano, ha avuto il via libera dalla Regione per iniziare l’intervento di ristrutturazione per un importo di 1, 7 milioni di euro. L’Acer è chiamata a svolgere un ruolo di stazione appaltante.

SAN DOMENICO

La chiesa di San Domenico in via Spadari è quella più danneggiata dal sisma. È partito un piano di messa in sicurezza a cura del Fec e gestito dalla Prefettura, ultimato a fine 2019. Ci vorrebbero 5 milioni per rendere il tempio di via Spadari agibile.

LE ALTRE INAGIBILI

Le altre chiese ancora inagibili della città sono San Maurelio in corso Giovecca con intervento da oltre 300mila euro. Il tempio delle Stimmate di San Francesco, in via Palestro all’angolo con piazza Ariostea. San Gregorio in via Cammello per un intervento alla trave lesionata. Resta inagibile dal 2018, ma è pronto il progetto da quasi 400mila euro. Anche per il tempio dei Santi Giuseppe e Rita in Via Mayr la ricostruzione è ancora ferma da tempo. Per Sant’Agnese in via Carbone, intervento da 1,3 milioni di euro per la chiesa quasi coetanea della Cattedrale. Per la chiesa di Sant’Antonio abate in Via Saraceno, finanziato il progetto con 1,120 milioni di euro. Infine la chiesa dedicata a Sant’Apollonia, di proprietà del Demanio dello Stato e in gestione al vicino Museo Archeologico in via XX Settembre, ha bisogno di interventi di antisismica e per il momento è inagibili per il pericolo di distacco di materiale dal soffitto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA