Un dolore immenso accompagna Mary Centinaia in corteo stretti nel silenzio

Alfonsine si è fermata per l’addio a Marialuisa Sibilio Fino a marzo una messa solo per lei ogni 16 del mese

ALFONSINE (RA). Centinaia di persone hanno riempito la chiesa Santa Maria di Alfonsine, così come ha fatto il dolore nel cuore dei familiari, degli amici e di tutta la comunità, per il funerale di Marialuisa Sibilio, la 20enne rimasta uccisa nell’incidente stradale del 16 novembre sulle strade di Argenta. Ieri era il lutto cittadino ad Alfonsine, la sua città e il cielo si era aperto, quasi a voler accogliere Mary, il diminutivo scelto da molti amici anche nelle dediche delle composizioni floreali accanto al suo feretro.

A farsi forza sono stati i tanti che, con un lungo corteo dalla camera mortuaria, accompagnavano quella bara bianca: appena entrata in chiesa si è devuta fare largo tra i tanti fiori, gli sguardi commossi e le ultime carezze. All’esterno il vento inizia a far sbattere sulle pareti i palloncini posizionati dagli amici, così forte come lo sono stati i pugni sul muro di chi si è chiesto il perché di quella tragedia. Come risposta, don Massimo Goni, iniziando la messa, invita a immaginare la ventenne «come una colomba lanciata al cielo», ma è il vicario parrocchiale a immedesimarsi in chi non accetta quella prematura scomparsa. «Oggi è lecito litigare con Dio? Sì, niente di strano». A confermarlo che talvolta si può è proprio don Stanislaw nella sua omelia, dando voce a quel cuore che trapassa l’abito che indossa.


Lo sa e lo vede che chi ha conosciuto Marialuisa non si dà pace, pur in rispettoso silenzio. Si rivolge ai genitori Vincenzo e Candida e al fratellino Marioluca, sperando di placare la loro sofferenza, ma anche agli altri familiari e agli amici: ma non trova le parole. Nell’omelia le parole del parroco si rivolgono per un attimo a Marialuisa e alla sua anima, pur non avendola conosciuta. E lui stesso si pone delle domande, immedesimandosi nuovamente in chi ha davanti: «Com’è potuto accadere questo? Ma Dio dov’era in quel momento?». Spetta alla sua profonda fede cercare di dare delle risposte, anche non razionali, e per poterlo fare con i familiari concorda di celebrare una messa ogni 16 del mese per la figlia scomparsa, almeno fino al 30 marzo, il giorno del suo 21esimo compleanno.

A.C.

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