«Fusione e Mulino i due capisaldi per poter crescere»

Il sindaco Zamboni replica alla storica avversaria Felisatti «Le nostre sono scelte ponderate e non diseconomiche» 

RO. «Apprezzo la coerenza e la franchezza di Cristina Felisatti, che da sempre ha sostenuto l’inopportunità del Progetto Mulino e più recentemente della inopportunità della “fusione dei due Comuni di Ro e Berra”. Ne ha fatto una battaglia coerente durante gli anni in cui sedeva sui banchi dell’opposizione a Ro e durante la campagna elettorale del 2018 per il referendum pro-fusione tra Ro e Berra». Inizia così Andrea Zamboni, sindaco di Riva del Po, la lunga e puntuale replica all’iniziativa della Felisatti, che sul Mulino ha lanciato un sondaggio su Facebook.

«Ovviamente - prosegue Zamboni - il sottoscritto e l’attuale maggioranza che governano Riva del Po ritengono la “fusione” occasione irripetibile per la crescita e sviluppo del nostro territorio e il Progetto Mulino, che ora giustamente coinvolge tutto il territorio di Riva del Po, lo strumento attraverso il quale realizzare uno dei temi della nostra campagna elettorale: promozione, valorizzazione del territorio e crescita di un “turismo lento” attento alla storia ed alle peculiarità di Riva del Po».


Il primo cittadino, poi, entra nel dettaglio: «La “fusione” è partita lentamente e con grandi difficoltà, non solo per la pandemia, ma per una serie di “vicende amministrative ricevute in eredità” e una mancata programmazione organizzativa nei primi mesi della fusione. Abbiamo sempre sostenuto che la ripartenza della macchina amministrativa sarebbe stato il primo anello debole del processo di fusione, ma posso sostenere che ora, anche se non completamente, abbiamo un comune nuovo, che sta cominciando a recepire e a trasformare in atti e scelte il mandato politico della fusione e di questo va dato atto agli uffici e ai nuovi “responsabili di area”».

Ma ecco la questione al centro del contendere, anche per le vicissitudini recenti che hanno colpito la struttura: «Il tema Mulino resta e resterà il “mantra” del processo di sviluppo e crescita di Riva, le idee questa amministrazione le ha già, sono previste risorse per la progettazione di tutto “il parco Bacchelliano”, la ricollocazione del Mulino restaurato, lo sviluppo di un percorso che dall’area golenale di Ro passando per il museo di Guarda ferrarese arriva alla Porta del Delta, concretizzando il punto cardine del nostro progetto di mandato: promozione, valorizzazione del territorio e crescita di un “turismo lento” attento alla storia ed alle peculiarità di Riva del Po».

Tutto ciò spiegato e ribadito, Zamboni chiosa: «Apprezzo quindi che Cristina Felisatti, da avversaria storica, non cerchi di denunciare solo oppure di prospettare denunce per “danno erariale”, ma che, accettando la “situazione di fatto”, ovvero la fusione e il Mulino, che da sempre ha avversato, ora proponga di trovare assieme soluzioni ascoltando i cittadini, ma soprattutto chiedendo scelte che siano ponderate e non diseconomiche e su questa strada noi ci stiamo muovendo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA