L’annuncio di Contedini «Porto al Sant’Anna la microchirurgia che ricostruisce i tessuti»

Il direttore della Chirurgia plastica è uno specialista della disciplina L’obiettivo è ridare funzionalità a parti del corpo perdute o danneggiate 

Il piano

«Mantenere l’eccellenza e sviluppare un Centro di microchirurgia ricostruttiva che andrebbe ad ampliare le funzioni e competenze dell’azienda ospedaliera». L’annuncio arriva da Federico Contedini, classe 1968,direttore dall’1 giugno scorso della Chirurgia plastica del Sant’Anna. Specialista della materia anche in ambito ricostruttivo (si è formato all’Università di Parma) ha preso in mano un’unità operativa che non viene citata spesso negli articoli dedicati alla sanità ma che ha acquisito un ruolo tutt’altro che secondario nella vita di molti pazienti che hanno perso la funzionalità di organi o parti anatomiche (il seno, ad esempio, o gli arti) in seguito ad interventi oncologici, traumi o gravi patologie. «La microchirurgia ricostruttiva può trovare applicazione – spiega Contedini – in ogni distretto del corpo: tra i più interessati, il testa-collo, gli arti e la mammella. Stiamo parlando di quella che potrebbe essere definita una branca superiore della Chirurgia plastica: si prelevano tessuti da altre zone del corpo per recuperare l’uso di parti anatomiche che, per diversi motivi, non sono più presenti o le cui funzioni sono state gravemente compromesse». Possono essere utilizzati lembi di ossa, di muscoli o della cute. Il distretto coinvolto può essere nuovamente irrorato ricostruendo i vasi recisi e il sangue che riprende a circolare restituisce al paziente forme e funzioni che erano state perdute. Così possono recuperare capacità che per circostanze sfortunate erano state distrutte o danneggiate.


Agire in equipe

Contedini si avvale della collaborazione di tre chirurghi plastici, l’unità operativa ha due posti letto dedicati ma collabora con molte altre specialità nel trattamento di pazienti che richiedono un’assistenza complessa, coordinata fra varie discipline. Si opera su seno, addome, torace, vasi sanguigni, ossa, pelle, organi ginecologici.

Il reparto lavora anche in Day surgery e collabora con una casa di cura locale negli interventi a bassa complessita «per contribuire a ridurre la lista d’attesa, che ha certamente risentito della pressione che la pandemia ha scaricato e sta tuttora scaricando sugli ospedali». Quest’anno, aggiunge il direttore, «abbiamo svolto quasi esclusivamente attività in ambito oncologico, aggiungendo anche una parte di programmazione, pazienti cioé che erano in lista da tempo».

Il reparto “dialoga” con con altre unità, come il Maxillo facciale, quando si interviene sul volto (orbite, mandibola, cavo orale) per garantire un adeguato modellamento e apportare eventualmente un ritocco successivo all’intervento di ricostruzione. L’eccellenza nell’attività specialistica della microchirurgia oggi viene garantita in province vicine, come Bologna, Padova e Modena. «Portare questa opportunità a Ferrara garantirebbe un importante servizio in più alla popolazione locale», sottolinea Contedini. «Grazie all’attività che stiamo svolgendo oggi la lista d’attesa sta migliorando. E parliamo di interventi che hanno una grande importanza per il paziente – conclude lo specialista – La ricostruzione mammaria, ad esempio, ha un impatto positivo molto rilevante per la psicologia della donna che ha dovuto affrontare un intervento chirurgico distruttivo (per una neoplasia) o per rimediare a una malformazione». Si possono contenere gli effetti della ginecomastia (ingrossamento del tessuto mammario negli uomini) o di una grave idrosadenite (malfunzionamento delle ghiandole sudoripare). Contedini punta ora a far crescere la disciplina e punta a stringere legami sempre più forti con l’università.

Gi.Ca.

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