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Ferrara, “stangatina” sulla tariffa rifiuti: scambio di accuse Pd-Comune

Le bollette in arrivo contengono un aumento fino all’8% retroattivo per il 2021. I dem incolpano le novità di giunta. L’assessore: manovra dell’agenzia nazionale

Amara sorpresa per le famiglie ferraresi, che nelle bolletta Tari in arrivo in questi giorni si trovano degli aumenti oltretutto retroattivi che a seconda delle fonti si aggirano su 10-20 euro o sul 6-8%, nonostante il record di raccolta differenziata. Ed è scontro politico sui motivi di questa “stangatina”, con il Pd che punta il dito sulle recenti modifiche alle proporzioni tra quota fissa e variabile dei conferimenti, mentre Palazzo municipale incolpa Arera, l’agenzia nazionale dell’energia, che con una sua recente delibera ha riconosciuto ai gestori come Hera quote crescenti dei ricavi del servizio. «Noi abbiamo lavorato per attenuare l’impatto di questi provvedimenti e premieremo i virtuosi» sottolinea l’assessore all’Ambiente, Alessandro Balboni.

LA BOLLETTA


Il “caso” è stato sollevato da un’interpellanza firmata da tutti i consiglieri dem di Ferrara, che riporta la dicitura contenuta nelle bollette Hera in arrivo in questi giorni, «stiamo ricalcolando importi già fatturati relativi al periodo dal 01.01.2021 al 30.06.2021», e questa comunicazione «corrisponde ad un aumento medio del 6-8% rispetto alla tariffa applicata nel 2020». I dem, appunto, osservano come «sia stato leggermente abbassato il parametro €/mq/anno relativo alla quota fissa della tariffa, a fronte di un aumento del medesimo parametro riferito alla quota variabile», e tirano in ballo le dichiarazioni di Balboni in occasione della presentazione della tariffa, sulla riduzione della quota fissa «di fatto assimilata ad una patrimoniale».

LA SPIEGAZIONE

Non è questo, però, il motivo dei rincari, è la spiegazione di Balboni: non il principale, quantomeno. «La verità è che Arera, agenzia che fa riferimento al governo (come nomine, ndr) e quindi anche ai dem - dice l’assessore FdI - ad aver deciso una doppia manovra a livello nazionale a favore dei gestori, che ha riflessi in bolletta. Con la stessa delibera, ha da una parte aumentato dal 3 al 6% la quota di ricavi da tariffa destinati a remunerare le aziende; e dall’altra ha riconosciuto ai gestori una percentuale tra il 16 e il 40% dei ricavi Conai dai materiali raccolti da differenziata, 2,5 miioni di euro. Noi abbiamo riconosciuto a Hera il minimo, cioè il 16%, e abbiamo contenuto l’aumento delle bollette con un incremento dell’evasione». Il cambio dei “pesi”, dal 75 al 65% di parte fissa, «non incide per chi non supera il numero di conferimenti - continua Balboni - Nessun vantaggio per chi differenzia al massimo e quindi smaltisce poca indifferenziata? Entro fine anno faremo un intervento tariffario per premiarli».

L’assessore conclude poi con una frecciata al Pd, «se avessero partecipato al dibattito sulla tariffa avrebbero saputo mesi fa e non oggi delle novità introdotte da Arera».

S.C.

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