Ferrara, attacco hacker in procura e tribunale: accertamenti in corso

Si tratta di un “ransomvirus”, un virus da riscatto, con cui si infettano sistemi informatici

FERRARA. Da martedì pomeriggio in procura e tribunale a Ferrara, c’è l’allarme per  un attacco hacker subito al sistema informatico: tra le 14.50 e le 15 è stato inserito nel sistema, un cryptolocker, un virus che ha attaccato almeno 12/13 postazioni di computer, di molti magistrati, bloccando e rendendo di fatto illeggibili i file memorizzati. Si tratta di un “ransomvirus”, un virus da riscatto, con cui si infettano sistemi informatici, vengono inseriti codici criptati che impediscono di aprire i file in memoria.  Non è la prima volta che accade in Italia, tanti i precedenti: il più eclatante, l’estate scorsa, al centro elaborazione dati e sistema informatico sanitario per le vaccinazioni della Regione Lazio ma anche in tanti altri enti pubblici e soprattutto scuole di tutta Italia.

Questa volta, il cryptolocker è stato inserito, secondo la prima ricostruzione dei fatti, martedì pomeriggio, tra le 14.54 e le 15.06, e al momento sono in corso verifiche e valutazioni dei tecnici informatici di Palazzo di giustizia e non solo. Per capire quali possano essere stati i danni, se irreversibili o meno (blocco o inutilizzo dei file) che al primo momento sembrano davvero importanti. Da quanto si apprende, diverse postazioni e computer sono stati attaccati e danneggiati: dalla prima stima di ieri, nella tarda mattinata,12/13  computer attaccati, per cui tutti i file interni - chi più chi meno - sono al momento non più leggibili. Al momento non è stata presentata nessuna richiesta di riscatto. Anche se, un giudice durante un’udienza in corso, ammettendo problemi per lo svolgimento delle normali attività,  ironizzava «Non pagheremo nessun riscatto». Un modo per sdrammatizzare la situazione, poichè diversi pubblici ministeri impegnati nelle indagini più importanti degli ultimi anni  lamentavano problemi per la riapertura dei propri atti nei file del computer. Altri magistrati, presenti in ufficio martedì pomeriggio, sono riusciti  a spegnere l’alimentazione e il collegamento dalla rete, salvando i file memorizzati.