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Ferrara, insegnanti in quarantena: la classe finisce “a distanza”

Alunni e docenti a scuola con mascherina (foto archivio)

Sta succedendo alla Rossetti. All’Alighieri i casi aumentano meglio le Terze già vaccinate. Al Bachelet i contagi sono partiti dall’esterno

FERRARA. Con la nuova circolare del ministero della Salute sulla gestione dei contagi nelle scuole i dirigenti scolastici sono autorizzati a disporre la didattica a distanza di una classe non appena vengono a conoscenza di un caso positivo, così da aggirare eventuali intempestività da parte delle Asl, alle prese con l’aumento dei contagi. Misure che diversi presidi ferraresi avevano in un certo senso già anticipato: «Mi ero organizzata da subito – dice la dirigente della De Pisis, Maria Gaiani – nel momento in cui si era rilevato che la diffusione di questi ultimi contagi era molto veloce, soprattutto fra i bambini più piccoli dove non c’è la possibilità attualmente di fare la vaccinazione. Nell’ultimo protocollo i dirigenti avevano già la facoltà di sospendere le lezioni in attesa dei provvedimenti dell’Asl: era una facoltà però, e questa circolare era necessaria per regolamentare in modo preciso procedure che penso tutti i dirigenti abbiano più o meno adottato». Tutto per fronteggiare le difficoltà che le Asl stanno avendo nella gestione di casi positivi in aumento. Basta vedere i tempi per essere riammessi a scuola che «si stanno allungando: all’inizio erano uno o due giorni ora siamo passati anche a otto giorni prima di avere il contact tracing» , dice Gaiani che ora ha due classi delle medie in dad.

All’istituto comprensivo Dante Alighieri ci sono «fra le 5 e le 8 classi a casa, fra chi è in procinto di rientrare e chi starà in dad qualche altro giorno, con 40 classi in tutta la scuola sono una buona percentuale e i casi aumentano – spiega la dirigente Mara Salvi – Meglio la terza media dove sono vaccinati e finora c’è stata solo una classe coinvolta». Alla Rossetti si rileva anche la protesta di alcuni genitori che chiedono supplenti, dopo la scelta della scuola di mettere una classe in Ddi da oggi a venerdì perché le insegnanti che coprono la maggior parte delle ore sono in quarantena preventiva. E se i casi in aumento interessano sempre più la primaria, dicono i presidi, questi non mancano neanche alle superiori: «Ci sono stati e sono partiti dall’esterno – dice la preside del Bachelet, Emilia Dimitri – e i tracciamenti sono stati molto impegnativi. La nuova circolare è più snella, è la vecchia misura precauzionale al 100% che applico perché è doveroso data l’incidenza dei casi in aumento e anche perché così le famiglie sono più tranquille». Nella circolare c’è anche la possibilità di sospendere la sorveglianza con testing e considerare per la classe la quarantena: «Da chiarire per quanti giorni – dice Marianna Fornasiero, preside dell’Einaudi – nel vecchio protocollo erano 7 per i vaccinati e 14 per i non vaccinati. A scuola? Abbiamo avuto tre casi tra il personale e 15 classi coinvolte».


Giovanna Corrieri

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