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Ferrara, Arquà querela Naomo: «Non voglio più fare il capro espiatorio»

E il vicesindaco ha ancora in sospeso una denuncia di un giovane che era stato filmato durante uno dei suoi blitz in via Scalambra nel 2018

FERRARA. Tempi di querele e controquerele, tempi di politica avvelenata, tempi di episodi del passato che ritornano in un presente che appare sempre più litigioso. E ancora una volta c’è di mezzo il vicesindaco Nicola Lodi, chiamato in causa nella giornata di ieri per due episodi ben distinti.

CASO ARQUA'


L’ultima puntata della telenovela sul caso Arquà, è arrivata puntale ieri, quando proprio l’ex consigliera leghista, ha pubblicato un post nel quale ha annunciato di voler querelare il vicesindaco Lodi. «Mi sono assunta da subito le mie responsabilità - spiega Rossella Arquà - riguardo all’invio delle lettere anonime che sono state da me inviate. Pubblicamente e di fronte ai magistrati. Ma il signor Naomo Lodi continua ad attribuirmi responsabilità per altre che non ho mai inviato, delle quali non avevo nemmeno conoscenza, e di cui non sono nemmeno accusata. Sono stanca per questa persecuzione. Per questo ho deciso di querelare il signor Nicola Lodi che sfido a dimostrare quanto sostiene. Non posso essere il capro espiatorio di tutte le beghe della Lega». Il vicesindaco Lodi ha poi replicato su Facebook: «Se qualcuno riuscisse a spiegarmi a cosa allude l’ex consigliera mi farebbe un favore. Prendo atto di una querela nei miei confronti, scaturita da non so bene quale motivo».

CASO SCALAMBRA

Ieri davanti al Gip Carlo Negri si è discussa l’opposizione all’archiviazione proposta dalla procura su un caso che vede coinvolto Nicola Lodi quando non era ancora vicesindaco, ma battagliero esponente della Lega all’opposizione. Il gip si è riservato di decidere. Di cosa si tratta? Di una vicenda avvenuta nell’ottobre 2018, quando Lodi più che mai in campagna elettorale, metteva in risalto con video e servizi il degrado della città. Un giorno, mentre effettuava uno dei suoi proverbiali blitz nei luoghi dell’incuria nella periferia di Ferrara, nella fattispecie i palazzoni abbandonati di via Scalambra, si era imbattuto in alcuni giovani che bivaccavano abusivamente e consumavano droga. Ne erano usciti alcuni servizi giornalistici e un video postato sul gruppo “Ribellum”.

A gennaio 2019 uno dei giovani sorpreso a bivaccare in via Scalambra, un ferrarese che all’epoca aveva poco più di 20 anni, tramite il suo legale Fabio Anselmo, aveva depositato in procura una querela nei confronti di Nicola Lodi e dei tre amministratori del gruppo facebook autori del video per i reati di molestie e disturbo alla persona, trattamento illecito degli atti personali e diffamazione. Tra le motivazione presentate dal giovane che ha querelato, c’è anche quella che tramite i servizi giornalistici e i video postati, amici e conoscenti erano venuto a conoscenza della sua tossicodipendenza.

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