Contenuto riservato agli abbonati

Canale Logonovo ancora insabbiato. Fondi regionali per il dragaggio

LIDO ESTENSI. Si riaccende la protesta dei pescatori, per l’annoso fenomeno dell’insabbiamento del canale Logonovo, con ricadute sul settore della molluschicoltura e sul necessario ricambio di acqua tra mare e valli di Comacchio, ma anche con gravi ripercussioni per la sicurezza della navigazione. Negli anni, a più riprese, la Regione Emilia Romagna, competente sul demanio marittimo, ha effettuato interventi di escavo, i cui effetti si sono sistematicamente sempre vanificati nel giro di breve tempo.

GRIDO D’ALLARME


A distanza di pochi mesi dall’ultimo dragaggio, la situazione è tornata a farsi critica e il grido d’allarme parte proprio da uno degli operatori del settore della miticoltura, titolare di una concessione per l’allevamento delle vongole, nel canale Logonovo.

«Ormai si è creata una barriera, una vera e propria montagna di sabbia che, in fondo al canale Logonovo, unisce le due sponde tra il Lido Estensi e il Lido Spina – spiega Vittorio Cavallari, uno degli operatori del settore della molluschicoltura comacchiese –; mancano il plancton e le correnti che portano ossigeno e un corretto scambio d’acqua e sale, non solo nelle concessioni di vongole, ma anche nelle valli e in salina. Così muore il novellame e muoiono le valli di Comacchio».

«In tutta l’area del canale Logonovo – incalza Cavallari –, sono presenti una quarantina di vivai di vongole. Ci siamo rivolti al sindaco e alla vice sindaca, ma non ci ascoltano».

Fra titolari di concessioni di mitili e lavoratori subordinati, operano nella zona circa 400 addetti. Un nuovo intervento urgente di dragaggio del canale Logonovo darebbe un po’ di respiro anche pescherecci e imbarcazioni da diporto in transito, che rischiano costantemente di arenarsi su una barriera di sedimenti sabbiosi.

«Nessuno tiene conto che noi addetti delle concessioni di vongole – prosegue Cavallari –, per arrivare in mare dobbiamo ogni volta percorrere 15 chilometri, mentre il mare, se il canale Logonovo fosse sgombro dalla sabbia in eccesso, sarebbe a pochi metri di distanza da noi».

Per raggiungere il mare aperto, i miticoltori, infatti, a bordo dei loro motopesca sono costretti ad attraversare l’argine della valle Fattibello, passare sotto al ponte di San Pietro e immettersi nel canale navigabile.

«C’è anche una nautica in grande difficoltà, come noi – conclude Cavallari –; ha diverse barche, con alcuni operai, ma i problemi di insabbiamento del canale Logonovo stanno mettendo a rischio anche quell’attività legata al turismo. Bisogna intervenire in fretta».

LA REGIONE

La Regione Emilia Romagna, dopo un question time presentato all’assemblea regionale dal consigliere comacchiese Marco Fabbri, ha assicurato che entro febbraio 2022 partirà il nuovo intervento di escavo del canale Logonovo, per una spesa complessiva pari a 260mila euro. La sabbia prelevata dal fondale, come già avvenuto in passato, sarà redistribuita nel tratto più a sud del Lido di Spina, il più esposto al fenomeno dell’erosione costiera.

Katia Romagnoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA