Contenuto riservato agli abbonati

Cento in campo per contrastare la violenza. Ma salgono i numeri delle donne da aiutare

In consiglio il bilancio dello Sportello antiviolenza: sempre più persone denunciano abusi. Successo per la fiaccolata 

IL BILANCIO

Con lo Sportello antiviolenza, il Nucleo antiviolenza e la Casa rifugio, Cento è dalla parte delle donne. E nel nuovo Centro di ascolto uomini maltrattanti, accoglie gli uomini violenti che vogliono cambiare. In apertura dell’ultimo consiglio, la vicesindaca e assessore alle pari opportunità Vanina Picariello ha dato il benvenuto ai relatori, la presidente di Centro donna giustizia, Paola Castagnotto, e il coordinatore del Centro di ascolto uomini maltrattanti, Michele Poli. «Questa aula, è un luogo dove lavorare per il bene comune - ha detto Picariello -. Occorre un piano strategico per combattere la violenza con nuove misure economiche per rendere le donne libere. Governo e Pnrr saranno chiamati a fornire nuove misure, come microcredito e credito di libertà. Occorre una rivoluzione culturale, perché si modifichi il linguaggio. Le parole sono troppo spesso oppressive e intimidatorie. Lavoreremo per metter in campo azioni concrete».


In linea il sindaco Edoardo Accorsi: «Per fermare la violenza, la prima riflessione va fatta da noi uomini. Poi la risposta dev’essere istituzionale. È su questi temi che la politica si deve unire nel contrastare con concretezza questo fenomeno. Contro la violenza, continueremo a impegnarci».

Castagnotto ha ringraziato le amministrazioni precedenti: «Questo Comune non fa retorica, si muove concretamente. E questo nuovo consiglio andrà in tale direzione. Cento è stato uno dei primi Comuni ad aprire lo sportello di prossimità, il Punto antiviolenza. Anche il nuovo Piano nazionale va nella direzione delle territorializzazioni, per avvicinarsi a quel 63% di donne che subiscono violenza e non chiedono aiuto. Se le donne non denunciano, è perché non si fidano. Occorre investire sulla loro affermazione e sul percorso di autonomia, partendo dal fronte economico, per rompere il ricatto, il controllo messo in atto dall’uomo. La parità di genere sia obiettivo condiviso».

I NUMERI

A livello nazionale, numeri peggiori rispetto al 2020, aumentano i femminicidi, 109 da inizio anno e aumenta l’efferatezza: «A Ferrara in questi 10 mesi abbiamo accolto 233 donne, di cui 170 madri con 319 figli. Il 70% ha assistito o subìto violenza - ha detto Castagnotto -. Anche Cento non si ferma. La Polizia locale e il Nucleo antiviolenza sono operativi ed esempio per tutto il territorio. Prima in Italia, la Casa rifugio “La casa dei buoni” già oggi accoglie una donna con due bambini e un cane».

Significativa l’attività dello Sportello antiviolenza di Cento: «Ha accolto 27 donne (21 italiane e 6 di altri Paesi, per lo più dai 30 ai 39 anni; 21 abitano a Cento, 5 a Terre del Reno, 1 del Trentino), di cui 16 madri con 33 figli. Da luglio l’impennata con l’arrivo di 11 donne. Ben 22 figli hanno subìto o assistito a violenza. La violenza subita dalle donne è per il 93% psicologica, l’85% fisica, per il 44% economica, per il 19% sessuale e per il 33% stalking». Importante la rete attiva sul territorio, che invia le donne al punto decentrato. Il 22% arrivano dal Pronto soccorso, il 22% dai carabinieri, il 19% tramite il sito, l’11% da psicologa o psichiatra, il 7% telefonando al 1522. Tre donne sono state accolte in Casa rifugio, 3 in pernottamento d’emergenza, 4 in B&B. Autori di violenza: 8 mariti, 3 conviventi, 2 amanti o fidanzati, 6 ex, 9 altri famigliari, 1 amico/conoscente/collega, 2 sconosciuti.

«Da quando è operativo, 10 giorni fa - ha riferito il coordinatore Poli -, il Centro di ascolto uomini maltrattanti di Cento è già stato accolto un uomo. A Ferrara l’associazione a partire dal 2013 ha accolto 250 uomini, metà volontari, metà inviati dal Tribunale con Codice rosso, dal Tribunale dei minori e dal carcere. Gli uomini possono cambiare: se li aiutiamo, insegniamo loro il rispetto, riusciamo a fermare la violenza, è per tutti, loro, le donne, i figli, l’intera società, un grande risultato, che cambia la vita».

Consiglio compatto per proseguire nella direzione della prevenzione, partendo proprio dalle scuole, e nel lanciare con forza il messaggio: «La rete antiviolenza a Cento c’è e funziona, le donne vi si possono rivolgere senza paura».

E l’altra sera si è tenuta la “Fiaccolata da panchina a rossa a panchina rossa”, Cento e Pieve unite contro la violenza sulle donne. Un lungo cordone, formato da quasi 150 persone, ha attraversato i due Comuni, per il bilancio soddisfacente degli organizzatori.

Beatrice Barberini

© RIPRODUZIONE RISERVATA