Per il caso anagrafe, lo scontro col Comune finisce in tribunale

Cgil e Uil accusano l'amministrazione di comportamento antisindacale: ha favorito il Diccap nella trattativa. II ruolo della Prefettura

FERRARA - Lo scontro tra due sigle sindacali e Comune finisce in tribunale, un fatto con pochissimi precedenti a Ferrara. Fp Cgil e Uil Fpl, le due categorie del pubblico impiego che assieme a Cisl Fp hanno da tempo aperto una vertenza sulla carenza di personale ai servizi demografici, accusano infatti Palazzo Municipale di condotta antisindacale, chiedendo in proposito il pronunciamento del Tribunale del lavoro, in relazione a quanto successo durante e dopo il tentativo di conciliazione svolto in Prefettura, all’inizio di novembre.

Le accuse


Sono cinque gli atti della «lampante condotta antisindacale plurioffensiva» contestati dalle due sigle, «obiettivamente idonea ad ostacolare, mortificare l’attività e ledere l’immagine del sindacato all’interno dell’amministrazione», si legge nel ricorso. Il fatto di «non aver aderito» ma soprattutto «non aver presenziato all’incontro fissato avanti alla Prefettura» per il raffreddamento. Una delegazione comunale, guidata dalle assessore Cristina Coletti e Angela Travagli, e dal dg Alessandro Mazzatorta, ha invece presenziato ad un’analoga procedura avviata dalla sigla Diccap, non firmataria del contratto nazionale e non inclusa nella Rsu aziendale, qualche giorno dopo. Non solo: le due sigle confederali contestano al Comune «di aver concesso locali al sindacato autonomo Diccap per svolgere un’assemblea con i lavoratori in violazione» dei contratti, «indetta di fatto» dallo stesso Comune. Il corollario è «l’aver di fatto riconosciuto la rappresentatività sindacale del Diccap». I confederali accusano l’amministrazione di scegliersi come interlocutore una sigla «politicamente “vicina” alla giunta», non quelle più rappresentative.

I ricorrenti chiedono «la cessazione del comportamento illegittimo» del Comune, oltre alle spese legali.

le repliche

Il Comune ieri non ha replicato ufficialmente perché il ricorso non risulta ancora notificato. Ufficiosamente, risulta che la mancata presenza alla conciliazione in Prefettura sia attribuita ad un disguido tra uffici, con tanto di circolare interna di richiamo ad un’attenzione maggiore su temi di tale delicatezza, mentre l’assemblea sarebbe stata in realtà una riunione tra il personale del servizio richiesta dalla stessa dirigenza.

Una versione, quest’ultima, sostanzialmente confermata dal Diccap. «Non siamo parti in causa del procedimento, ma possiamo dire - ha sostenuto il segretario Luca Falcitano - che l’incontro era nato dal nostro verbale di Prefettura, ed è stato convocato dal dirigente di settore per un confronto sulle problematicità da noi evidenziate. Poi sono arrivati i rappresentanti confederali a chiedere di sospendere tutto. Noi “vicini” all’amministrazione? Vediamo chi firmerà l’accordo sui Servizi demografici, noi no di certo. Aggiungo solo che abbiamo aperto stati di agitazione contro giunte di ogni colore, in questa provincia».

La riunione, c’è scritto nel ricorso, sarebbe «stata prevista nell’ambito del verbale del tentativo di conciliazione», risposta alla Fp Cgil attribuita al dirigente Paparella.

Stefano Ciervo

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