Vaccinazioni, in aumento le prime dosi. E i pro vax ammettono: «Era ora»

Sono circa 1.500 le vaccinazioni eseguite ogni giorno all'Hub della Fiera e tra queste le prime dosi sono sempre più in aumento. E in fila,  i vaccinati sbottano: passare il terzo Natale in casa per colpa di una minoranza no vax non è accettabile,

Sono circa 1. 500 le vaccinazioni eseguite ogni giorno alla Fiera di Ferrara. Fra queste le prime dosi sono già in aumento, dicono gli addetti ai lavori, c’è poi chi sta completando il ciclo vaccinale con la seconda dose, e soprattutto chi è alla terza. I “convinti al 100%”, si definiscono, peraltro contrariati dall’atteggiamento dubbioso di chi in Fiera ci sta arrivando solo di recente e di malavoglia («giunti, viste le prossime restrizioni, più per necessità che per convinzione – dicono – ma meglio così: passare il terzo Natale in casa per colpa di una minoranza non è una cosa accettabile»). Una figlia portava, ieri in Fiera, papà e suocera a fare la terza dose, «bisogna farlo – dicevano – così siamo coperti e sicuri»; «prevenire è meglio che curare, soprattutto adesso che c’è la nuova variante» e «la situazione è in peggioramento», la sottolineatura di altre due terze dosi.

«Mi fido delle opinioni che vengono espresse dalle persone con maggiore autorità e competenza di me, e ho una figlia che lavora nel settore farmaceutico a spingermi», diceva Franco Tosi, 67 anni, che ieri ha fatto la terza dose.


Seconda dose invece per Maria Macchiagodena: «che poi sarebbe la terza perché ho avuto il covid a gennaio – raccontava – e se lo prendi ti convinci subito a vaccinarti. Lo senti molto, hai tanti sintomi molto differenti e ogni giorno diversi, per cui pensi a cosa ti possa accadere il giorno dopo». Terza dose invece per Matteo Ghidoni, che lavora nelle scuole: «ci sono diversi casi, anche se vengono arginati subito, fra i bambini purtroppo, anche perché per ora non si possono vaccinare».

E terza per Nicola Sabba, un «totalmente convinto: basterebbe il senso civico comune, e le tante prime dosi di adesso sono legate al 100% alle restrizioni. Si sono assunti però un bel rischio ad aspettare a vaccinarsi». Ma chi ieri era ancora alla seconda dose, con la prima fatta a metà ottobre, diceva di aver atteso perché «poco convinto: tanti conoscenti erano stati male dopo il vaccino e io mi dicevo “perché andare a star male se sto bene? ’’. Per un po’ ho fatto il tampone per andare a lavorare ma poi è diventata una cosa un po’ rognosa e ho deciso di vaccinarsi, ma con Pfizer: ho fatto ricerche e sembra che in futuro abbia meno effetti collaterali sui giovani».

Daniele, terza dose, contrariato verso chi non si vaccina, avrebbe da subito previsto l’obbligo: «non ci sarebbero state restrizioni per nessuno e nessun vincolo. Più prime dosi? Sono per necessità ma perlomeno così possiamo avere una parvenza di normalità, prima negata».

Una signora di Bologna ieri ha accompagnato in Fiera il fratello per la terza dose, apprezzando la possibilità di fare il vaccino anche senza prenotazione: «a Bologna non si può. Io la terza la farò a gennaio: noi siamo convintissimi. Lavoro in un negozio e ne vedo di tutti i colori poi io ho spesso a che fare con persone anziane, mamma, suoceri. Ne conosco di persone che non si vogliono vaccinare: la mia collega, per esempio, fa il tampone ogni 48 ore per poter lavorare. Ha paura e non si preoccupa delle restrizioni, tanto a lei non interessa andare al ristorante o altrove. Va a lavoro e a fare la spesa». Terza dose ieri anche per una ragazza che lavora nella sanità. Sta crescendo intanto il numero di chi la vaccinazione la prenota, lo dimostrava la diversa consistenza delle due distinte file.

Giovanna Corrieri

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