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Rifiuti abbandonati a Ferrara, più multe: «Pratica odiosa in lieve calo»

In un anno le sanzioni passano 190 a 455: effetto Covid e accertatori aggiuntivi. Le tonnellate raccolte restano le stesse nonostante l’apporto del volontariato

FERRARA. L’abbandono dei rifiuti a Ferrara è «una pratica odiosa che ha degli alti costi per la collettività perché le squadre che sono attive ogni giorno per mantenere il decoro cittadino hanno un costo che si aggira sul milione di euro all’anno usato appunto per ripristinare il decoro invece di ridurre le bollette dei ferraresi», per usare le parole dell’assessore all’ambiente Alessandro Balboni. Le sanzioni sono state nel 2021 (fino al 31 ottobre) 455 da parte degli otto (prima erano due) accertatori di Hera: erano state 160 nel 2020 e 29 nella seconda metà del 2019. Di queste, 10 sono state elevate da parte della Polizia locale e 21 dalle Guardie ecologiche volontarie. Ma è stato anche rilevato «un calo seppur lieve degli abbandoni di rifiuti – spiegava lo stesso Balboni – le tonnellate di rifiuti abbandonati e raccolti è infatti in continuità con gli anni precedenti rispetto ai quali però c’è una grande differenza: all’interno del dato 2021 c’è anche l’attività di raccolta dei rifiuti svolta dai volontari, delle associazioni ambientaliste che raccolgono grandi quantità di rifiuti abbandonate sul territorio anche da molti anni. Tonnellate e tonnellate che non fanno parte del circuito tradizionale della raccolta dei rifiuti abbandonati a livello cittadino (recuperi in campagna, discariche...) e che mostrano in definitiva un lieve calo dei rifiuti abbandonati».

Delle 455 sanzioni dell’anno, 133 riguardano il centro storico e l’entro mura (comprensivo della zona Gad dove «c’è un’importante quantità di rifiuti abbandonati» ha detto Balboni), 106 riguardano la zona sud (per esempio via Bologna, San Martino), 46 la zona nord (Francolino, Pescara), 79 la zona ovest (via Modena Porotto) e 91 la zona est (Quacchio, Villa Fulvia, Corlo, Denore) con il «record delle 28 sanzioni a ottobre: e sicuramente questi non sono studenti» ha aggiunto l’assessore. Questa precisazione serve anche a «smentire dei luoghi comuni. La componente studentesca universitaria è spesso additata come principale responsabile di abbandoni di rifiuti e mancanza di decoro ma se guardiamo le zone più popolate da studenti, centro storico ed entro mura, mi sembra sia difficile da rilevare questa grande responsabilità. Ossia - è sempre l’assessore a parlare - nei momenti in cui gli studenti sono più presenti in città non assistiamo a grandi oscillazioni di dati, che si mantengono stabili fra le 10 e le 20 sanzioni. I responsabili sono quindi da ricercare altrove». Delle 133 sanzioni in centro, 12 si registrano a gennaio, 9 a febbraio, 19 a marzo, 11 ad aprile, 11 a maggio, 3 a giugno, 9 a luglio, 19 ad agosto, 21 a settembre e 19 a ottobre.


Balboni ha poi ricordato anche le attività di monitoraggio e accompagnamento rivolte nei confronti dei negozi, soprattutto in centro storico, «che a volte commettevano degli errori anche in buona fede nelle modalità corrette di conferimento: abbiamo riscontrato un miglioramento, e quindi una diminuzione delle sanzioni a loro carico. Non vuol dire comunque che la battaglia sul decoro sia stata vinta, c’è ancora molto da fare. Più sanzioni in centro storico? Può essere un fatto di estensione e densità. Fuori mura, nelle frazioni c’è anche più forte il controllo di quartiere, c’è più il timore della sanzione sociale».

G.Corr.

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