“FuturPera” ritorna alla grande e Ferrara è ancora capitale

L’acqua al centro dei dibattiti organizzati dalle organizzazioni degli agricoltori  Nasce “Acqua Campus” per trasferire le conoscenze alle aziende del settore  

In occasione di FuturPera – salone Internazionale della Pera – le organizzazioni Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, Confagricoltura e Copagri hanno organizzato un incontro su uno dei temi più importanti per il comparto frutticolo l’utilizzo strategico e innovativo dell’acqua per l’irrigazione: “La gestione delle acque nel Ferrarese contro lo stress idrico”.

In apertura Gianluca Vertuani, presidente di Confagricoltura Ferrara ha ribadito: «L’acqua è un elemento essenziale per il sistema agricolo e siamo fortunati perché sul nostro territorio non manca, anche grazie al ruolo essenziale del Consorzio di Bonifica che la gestisce in maniera efficiente. Quest’anno, se non avessimo avuto la possibilità di irrigare, il territorio ferrarese sarebbe diventata un’area fortemente improduttiva per lo stress provocato dal clima siccitoso, che avrebbe cancellato migliaia di ettari di colture seminative, orticole e frutticole. La buona gestione dell’acqua è la chiave per la sfida dell’agricoltura del futuro».


A seguire Stefano Calderoni, presidente del Consorzio di Bonifica, ha ribadito l’impegno per dell’ente per lo sviluppo dell’agricoltura del territorio grazie a una “cultura dell’acqua” fortemente innovativa. «L’acqua – ha detto il presidente Calderoni – non è solo fondamentale per irrigare è anche un’opportunità, un fattore di crescita per il settore primario e per tutte le attività del territorio. Occorre – ha detto ancora Calderoni – un forte cambiamento culturale per comprendere le diverse funzioni della risorsa idrica. Innanzitutto attraversa un territorio complesso, fortemente antropizzato e, grazie alla sua gestione virtuosa, preserva la biodiversità, un patrimonio mondiale riconosciuto dall’Unesco. Inoltre molti dei 600 milioni di metri cubi di acqua che gestisce il Consorzio ritornano in mare, mitigando gli effetti degli scarichi civili. Poi, naturalmente – ha detto ancora Calderoni – c’è l’irrigazione che trasforma, letteralmente, l’acqua in prodotti che arrivano sulle tavole di tutti gli italiani. L’acqua, dunque, elemento di sviluppo complessivo del territorio e anche di tutela. Per questo il Consorzio, nel bilancio di previsione 2022, appena approvato, ha scelto di anticipare la stagione irrigua al 1º aprile, quindi 20 giorni prima rispetto agli anni precedenti. Inoltre, anche se per noi ci sarà un forte rincaro dei costi energetici, non aumenteremo di un centesimo i contributi consortili. Si tratta di due scelte non semplici ma a mio avviso coraggiose, che vanno incontro da un lato alle richieste e alle necessità delle imprese agricole del territorio che devono poter rimanere competitivi e dall’altro non gravano ulteriormente sulle famiglie che dovranno già affrontare rincari delle utenze domestiche».

L’acqua, dunque, come strumento di sviluppo e innovazione, un concetto ribadito anche da Gioele Chiari, divulgatore scientifico del Cer, il Canale Emiliano-Romagnolo. «Per gestire l’acqua in maniera innovativa e produttiva, servono nuove e concrete tecniche di gestione. Per questo il Cer ha creato Acqua Campus, un polo all’avanguardia dedicato al trasferimento dell’innovazione alle imprese che operano in agricoltura. È costituito da un moderno centro di ricerca per le ricerche irrigue un centro dimostrativo delle tecnologie di eccellenza per la distribuzione aziendale e consortile delle acque irrigue. Oggi l’agricoltura è il settore che soffre di più per la mancanza di tecnologia ed è su questo che dobbiamo puntare per migliorare l’irrigazione e diminuire i costi irrigui per le aziende. Perché se un’azienda agricola utilizza centraline meccaniche e sensori per attivare un sistema, anche datato, d’irrigazione ha un vantaggio in termini di tempo, che può utilizzare per attività di gestione e sviluppo aziendale. Inoltre anche l’uso dei Gps e dei satelliti consente di effettuare un’irrigazione mirata e di consumare solo l’acqua strettamente necessaria ai bisogni delle piante, un enorme vantaggio per la produttività e il risparmio idrico».

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