Alberone in festa per la riapertura della chiesa «Sia luogo di vita»

Dopo più di 9 anni il luogo sacro torna alla comunità centese Zuppi: «La luce mette in risalto le volte che erano crollate»

ALBERONE. Un giorno di gioia per tutta la comunità, ieri riunita per festeggiare la riapertura della chiesa di Alberone di Cento. Dopo 9 anni e mezzo dal terremoto che la danneggiò profondamente, e dopo 18 mesi di cantiere, la luce, simbolo di speranza e rinascita, è tornata a illuminare la chiesa di Santa Maria del Salice, punto di riferimento per il paese e per l’intera comunità centese. Il suono delle campane festanti ha annunciato ieri pomeriggio la riapertura della chiesa. Un momento davvero tanto atteso nelle cinque comunità parrocchiali di Alberone, Reno Centese, Casumaro, Buonacompra e Renazzo, come in tutta la città di Cento, ma anche per la vicina Finale Emilia.

LUCE E COMUNITà


A dare il benvenuto all’arcivescovo Matteo Zuppi che ha celebrato la messa della riapertura, il parroco don Marco Ceccarelli e la presidente della comunità parrocchiale Silena Pirani: «Tornano oggi alla mente i momenti della nostra vita vissuti in questi chiesa. Il terremoto del 2012 ha segnato profondamente la nostra comunità, la pandemia ha colpito molte nostre famiglie. Ci siamo trovati a pensare ad un modo nuovo di essere chiesa, più essenziale, che trova forza appoggiandosi l’uno all’altro, confidando nella forza di Gesù e nel sostegno di Maria, perché questa chiesa sia luogo di vita e comunione». In una chiesa gremita, le parole del cardinale Zuppi: «Con il restauro questa chiesa è più bella, ma ciò che colpisce è la luce. Mette in risalto le volte, che erano crollate. Sono altissime. Ci aiutano a guardare in alto. Chi guarda verso l’alto, verso il cielo, come ha detto Papa Francesco, guarda verso l’altro. L’amore per Dio è anche amore per il prossimo. Chi passa vede la chiesa, di cui tutti noi siamo pietra viva, e vede la luce che esce dalla vetrata con lo Spirito Santo. Allo stesso modo, dal nostro cuore deve uscire l’amore del Signore. Il Natale è Luce». Schierati col gonfalone del Comune di Cento, forze dell’ordine e di volontariato, in prima fila Ana Protezione Civile e Anc, vigili del fuoco, il presidente del consiglio Matteo Veronesi e il sindaco Accorsi: «Un giorno di festa, perché curiamo un’altra ferita inferta dal sisma del 2012. Un evento che ci ricorda che siamo una comunità. Per questo ringrazio tutti coloro che nell’emergenza post sisma si sono messi al servizio della cittadinanza». Una ricostruzione post sisma che ha visto l’impegno della Regione, rappresentata dall’assessore Paolo Calvano: «È una giornata di festa ogni volta che riapriamo una chiesa. La chiesa è ancor di più un punto di riferimento per credenti e non, è luce che si accende nel buio. In questi 9 anni, ci saranno stati momenti di rassegnazione, in cui si pensava che la chiesa non riaprisse più. Ma è compito delle istituzioni, riaccendere la speranza. E oggi lo abbiamo fatto. E come abbiamo riaperto questa chiesa metteremo fine anche al Covid-19».

LA DEDICA

E nel ringraziare quanti hanno lavorato in questi anni e reso possibile il recupero della chiesa, don Marco: «Questa chiesa è un segno di identità. Grazie a tutti, grazie all’ingegner Fabrizio Zito, al geometra Antonio Malaguti e agli architetti Beatrice Malaguti e Rossella Bizzi, che hanno ricreato il Miracolo dei nostri padri che la costruirono dal niente con abilità e Fede». E tra gli applausi commossi dei tantissimi presenti: «La bellezza di questa chiesa la dobbiamo ai parrocchiani, ma anche all’operato don Adelmo a cui questa comunità deve tantissimo, e don Alberto De Maria che ha valorizzato la bellezza di questo chiesa. Entrambi hanno costruito una comunità, ancor prima di questa chiesa».

Beatrice Barberini

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