I 109 anni di Argentina la Mora «Felice di una nonna come te»

VIGARANO MAINARDA. Circondata dall’affetto dei suoi familiari ieri Argentina Loberti, da tutti conosciuta come “La Mora”, ha compiuto 109 anni. Si tratta della persona più longeva del Ferrarese, la terza nella nostra Regione e la 44esima in campo nazionale. Ieri la notizia veniva commentata in tutti i punti di incontro, e di ritrovo, perché la persona è molto conosciuta in quanto risiede in paese da quando è nata nel lontano 5 dicembre 1912. Nel corso della sua lunga vita ha sempre lavorato in campagna, come bracciante agricola, allevando anche cinque figli, tutti maschi, Valter, Gabriele, Gianni, Mauro e Maurizio. Vive in casa con il figlio minore Maurizio e la nuora Luisa perché in questa famiglia vige il principio, legato all’epoca della civiltà rurale, che gli anziani si tengono in casa, sempre. Argentina Loberti è comunque in buona forma, si muove autonomamente pur con l’assistenza continua dei familiari. Si lamenta sola del fatto che pur avendo tanti nipoti ha un solo pronipote ed è diventata bisnonna, di Ginevra, “solo” alla venerabile età di 102 anni. Nonna e pronipote sono entrambe molto legate e, come si usava una volta, è il più giovane della famiglia che legge il messaggio se c’è un festeggiato. «Argentina - ha letto Ginevra nel messaggio - mi fa un po’ sorridere questo nome perché per me sei la nonna Mora. Ecco siamo arrivati al giorno che tutti aspettavamo, giorno come tanti ma che ha qualcosa di magico e al limite del pensiero. Io cara nonna Mora sono strafelice di essere qui con te a festeggiare i tuoi 109 anni».

In visita è arrivato anche il sindaco Davide Bergamini con una stella di Natale perché sapeva che la meno giovane di Vigarano da sempre amato piante e fiori. «Più che una strenna natalizia - ha spiegato Bergamini -, la stella di Natale esprime quel calore e quell’amore con cui la Mora viene assistita all’interno della sua splendida famiglia». Splendida la torta preparata per l’occasione anche sopra c’era solo il numero 109 e non le altrettante candeline. «Era problematico - ha spiegato la nuora Luisa - decorare la torta con un cosi alto numero di candeline. Inoltre nonna Mora, che è un poco golosa, gusta meglio la torta se prima di assaggiarla può ammirare come è fatta, cioé senza l’ingombro delle candeline...».


Giuliano Barbieri

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