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Super Green pass, i ristoratori si adeguano

«Meglio così che chiudere e mettiamo in preventivo qualche defezione». In pochi apparecchiano ancora all’esterno

Aggiornamento dell’app per l’individuazione dei possessori del super green pass, problemi tecnici con “lo screenshot di certi lasciapassare che ha formati di difficile lettura” , telefonate da parte di non vaccinati nel tentativo di conoscere quale sarebbe stato il trattamento riservato loro al ristorante: un paio quelle arrivate alla trattoria da Noemi, che i sei tavoli all’esterno li ha smantellati (« non è stagione, i piatti si raffredderebbero subito…»), e a questi clienti ha rinunciato. È cominciata così la giornata dei ristoratori ferraresi, ieri alle prese con il green pass rafforzato, che gli consente di far entrare nel locale i soli vaccinati.

«È giusto e dà più sicurezza a tutti” dicono i più, contando anche sul sentore che i propri clienti siano quasi tutti vaccinati. Come da Pippo: «faremo tutti i controlli – dice il titolare, Salvatore Raiti – ma penso che i “miei’’ siano vaccinati e quindi non dovrei perdere clienti. Si tratta comunque di misure giuste: mi metterò anche contro qualcuno ma se dobbiamo uscirne…».


E le prospettive future non sono così rosee: «se ci fanno fare le feste siamo già fortunati, perché visto come sta andando la situazione, con i casi in aumento, qualche ulteriore restrizione a gennaio potrebbe anche esserci», dice Raiti pensando per esempio a delle chiusure anticipate che non aiuterebbero. E infatti anche Michelangelo Fancello, il titolare del Ciclone, pur sottolineando i “problemini” portati via via dalle restrizioni, accetta la nuova misura: «se serve a non chiudere e soprattutto a far passare la pandemia, va bene».

La perdita di qualche cliente però è già stata messa in conto. Fino a non molto tempo fa, racconta infatti Fancello, c’erano almeno un centinaio di persone a settimana che mangiavano fuori, «il timore è di perdere quei clienti. Comunque fuori abbiamo anche sei lampade che fanno molto caldo” . E di quelle si è dovuto accontentare ieri un cliente non vaccinato: «vorrei decidere io di che morte morire – diceva interdetto – sono negativo, ho fatto il tampone per curiosità, ma devo rimanere fuori».

Anche alla Corte del gusto dell’ipercoop il Castello da ieri ci si siede solo se vaccinati, ed è partito il rodaggio e l’aggiornamento dell’app. I tavoli erano quasi tutti pieni e dalla Piadineria o dalla pizzeria Roma antica non si registravano infatti cali di clientela. Che prima ancora di ordinare si metteva in fila per il controllo del super green pass, nel caso di consumazione al tavolo. Luca Matteucci, titolare della trattoria da Noemi, non prevede «grandi stravolgimenti» , dice pensando alla nuova misura. Naturalmente qualche perdita ci sarà, «qualche turista ci ha chiamati per sapere come ci saremmo organizzati con chi non aveva il super green pass…»

Ma con i tavoli esterni che in questo caso non ci sono più non potranno in nessun modo essere accolti. Un calo peraltro la trattoria l’ha già conosciuto: «lavoravamo tanto con l’estero, aiutando gli hotel, per noi rappresentava un 30% di entrate che ora si sono ridotte al 10%. Almeno questo è un periodo di festa e si lavora comunque di più: se fossimo già stati a febbraio la situazione sarebbe sicuramente stata diversa».

E già ieri mancava all’appello di Pulcinella qualche cliente abituale, «di quelli che venivano con il tampone e che ci hanno già salutati dicendo «ci rivedremo quando si potrà», dicevano un po’ amareggiati i titolari.

Giovanna Corrieri

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