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Ferrara, scatta la corsa ai regali: «Spesa di 160 euro a testa»

Il presidente Felloni (Ascom) inquadra la situazione economica del Natale. Le materie prime costano sempre di più e così lievitano i prezzi dei prodotti  

FERRARA. Saranno 160 gli euro che ogni ferrarese destinerà agli acquisti di Natale. È la stima che Ascom fa, per voce del presidente Giulio Felloni, sulla spesa (calcolata in base agli indici legati all’inflazione e agli stessi trend di spesa) pro-capite in vista delle imminenti festività natalizie. «È una situazione piuttosto stabile – precisa il numero 1 di Confcommercio Ferrara – anche se devo riscontrare, e mi fa molto piacere, che avverto ottimismo attorno a queste festività e agli acquisti che caratterizzeranno il suo corso». Felloni fa anche le carte al periodo (purtroppo) ancora caratterizzato dalla emergenza sanitaria: «Ferrara è sempre stata molto consapevole e molto responsabile – prosegue Felloni – peraltro si tratta di comportamenti che riguardano tutti e si ripercuotono su tutti. Ma ripeto – sottolinea ancora Felloni – io penso che tutti i ferraresi abbiano finora dimostrato un grande senso di responsabilità». Fuori dunque dal discorso emergenza sanitaria, per il primo dirigente dell’Ascom «c’è senza dubbio voglia di ripartire, anche se non va dimenticato che il rincaro delle materie prime, oggi o domani, produrrà un rincaro anche sui prodotti destinati al consumatore finale».

Per il resto, la corsa agli acquisti è già partita. Su base nazionale circa 6,3 milioni di italiani – secondo una indagine Confesercenti-Swg – in questi giorni affolleranno strade e negozi per trovare gli ultimi regali (o i penultimi) da mettere sotto l’albero o le leccornie da mettere in tavola per la cena della Vigilia e il pranzo di Natale. Un rush finale di clienti che dovrebbe valere circa 3,8 miliardi di euro di vendite tra prodotti gastronomici e doni. E proprio sui prodotti della gastronomia, Ferrara si prepara a giocare una partita che le è sempre stata particolarmente congeniale data la varietà di tipicità ferraresi di cui le nostre tavole sono imbandite. La tradizione del Natale è sempre più gastronomica non soltanto per i ferraresi ma per gli italiani in generale, anche se una recentissima inchiesta condotta tra i commercianti del centro storico di Ferrara ha messo in evidenza come gli acquisti siano partiti col freno tirato. Così come il trend di questo periodo conferma un occhio ben puntato sui tagliandi dei costi e uno che strizza (l’occhio stesso) al commercio sul web, con Amazon al centro degli interessi di buona parte degli acquirenti natalizi. Ciò detto, nonostante la crisi, secondo gli esperti del settore e le loro previsioni, i ferraresi non taglieranno il budget per la cena della Vigilia e per il pranzo del 25 dicembre. Quest’anno gli italiani per imbandire la tavola spenderanno complessivamente 2,8 miliardi di euro, lo 0,2% in più del 2017, per una media di 112 euro a famiglia, il dato più alto dal 2007. E a trainare, per una volta, è il centro del Paese: qui la media è di 119 euro, oltre il 13% in più delle regioni del Nord Est (105 euro), che registra la spesa più bassa. Stabili, secondo l’indagine, gli italiani che celebrano al ristorante (6%) mentre diminuiscono di poco coloro che passeranno le feste in vacanza che dal 11% del 2017 passeranno al 10% di questo Natale. Di questi, tre su quattro trascorreranno la vigilia e il pranzo in una meta italiana, mentre gli altri taglieranno il panettone all’estero. Principalmente in Europa.


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