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«A Cona reparti sotto assedio. Più risorse per la sanità»

La testimonianza del consigliere M5S ricoverato all’ospedale Sant'Anna. «Esami e interventi ritardati, destinare il Pnrr a investire in letti e personale»

FERRARA. Dal suo letto d’ospedale ha visto da vicino la “competizione” fratricida tra sanità free e sanità Covid innescata dalla pandemia. Tommaso Mantovani, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, da qualche giorno si trova ricoverato al Sant’Anna di Cona per un problema di salute che, scongiurando il rischio di infezioni, dovrebbe risolversi a breve. Ma nel frattempo, racconta su facebook e conferma al telefono, «ho avuto modo di rendermi conto che è in atto una “guerra” di cui all’esterno non si ha piena consapevolezza, finché non ci si trova in trincea».

L’avanzare dei ricoveri per coronavirus sta rendendo necessario un progressivo ampliamento di posti dedicati ai pazienti Covid, letti che, si sa, non sono aggiuntivi ma vengono ricavati convertendo spazi “ free”.


Il risultato, continua Mantovani, «è che i reparti sono presi d’assedio, come la Medicina interna 2 (1B2) con 46 posti, dove sono stati sospesi gli interventi più impegnativi e che attende che venga destinata ai malati Covid». L’ultimo potenziamento dell’area Covid al Sant’Anna ha previsto ulteriori 22 letti per degenti con coronavirus, portando a 94 il numero complessivo di letti Covid, più del doppio rispetto a un mese fa. Il più recente ampliamento è stato graduale, attivando inizialmente 8 posti su 22, ma l’andamento dei ricoveri ospedalieri ha fatto sì che nel giro di ventiquattrore venissero attivati anche i restanti 14 posti. «Nel reparto di Pneumologia stanno facendo dei lavori – nota ancora Mantovani – Il reparto successivo dovrebbe essere il 3B0, un’altra Medicina. Tutto questo non può non avere conseguenze sul resto della sanità. Tra le altre cose, molte analisi allergologiche sono ritardate da mesi, ci sono problemi anche per gli interventi di oncologia ginecologica, un mio conoscente ricoverato in Medicina si è visto rinviare un’operazione di una settimana».

La riduzione di spazi comporta disagi per i degenti. «Io sono a Cona per una calcolosi, ma mi hanno ricoverato in Ginecologia e dall’altra parte della parete sento i neonati. Nulla da dire sull’assistenza che ho ricevuto, ma è evidente la mancanza di personale. Ci sono solo due infermiere che, da sole e a turni, devono seguire due reparti, Urologia e Ginecologia, affiancate dal personale Oss. E la sanità pubblica, già duramente provata da anni di tagli e gestioni aziendali neoliberiste, ora è messa a durissima prova con l’emergenza Covid e le successive ondate».

Considerazioni che Mantovani “gira” alla Conferenza sociosanitaria territoriale presieduta dal sindaco, e alle due dirigenti di Asl e Sant’Anna Monica Calamai e Paola Bardasi. «Serve più personale, bisogna fare più investimenti. Occorre approfittare delle risorse che arriveranno con il Pnrr per un vero rilancio della sanità pubblica. Medici, infermieri e Oss non si sono mai risparmiati, ma l’organico deve essere implementato. E così i posti letto. E se è vero che i letti Covid non possono essere aggiunti, ma solo ricavati da quelli già esistenti, allora forse questa pandemia deve farci riflettere sulla necessità di tornare a potenziare gli ospedali e invertire le politiche di riduzioni e tagli che hanno segnato gli ultimi decenni. Anche perché sembra chiaro che nel futuro, in un mondo sempre più globalizzato, potremmo dover affrontare altre emergenze sanitarie».

Alessandra Mura

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