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Pandemia e influenze, pediatri ferraresi allo stremo

Boom di malattie di stagione e contagi coronavirus in aumento per i bimbi

Vinattieri: boom di malattie di stagione, l’aiuto alle vaccinazioni va valutato. C’è chi chiede il tampone negativo per visitare

FERRARA. I contagi tra gli under 12, soprattutto i più piccoli, sta progredendo e si aggiunge ad un vero e proprio boom di malattie di stagione, che sembrano quasi aver ripreso forza dopo l’inverno scorso “dominato” dal Covid. Il risultato di questo mix micidiale è doppio: pediatri sotto stress e scuole con decine di classi in attesa del tracciamento e dell’esito dei tamponi. Per le famiglie con bambini è il momento più difficile della pandemia.

Medici in affanno


«Siamo allo sfinimento e c’è preoccupazione in vista delle vaccinazioni degli under 12, che pure sono assolutamente da fare» confessa Aldo Vinattieri. Il responsabile della Federazione provinciale dei pediatri ha l’ambulatorio perennemente intasato di pazienti, come tutti i suoi colleghi. E c’è chi ha preso a chiedere alle famiglie un tampone negativo per visitare i figli con sintomi Covid compatibili, complicando non poco la gestione delle malattie di stagione. «Può succedere che qualche collega lo abbia chiesto, se c’è una situazione di rischio, per vedere il bambino in condizioni di sicurezza - ammette Vinattieri - Del resto stiamo affrontando in questo momento epidemia di diversa origine: malanni di stagione che si sono ripresentati in queste settimane con virulenza maggiore rispetto al periodo pre-pandemico». Quasi questi virus volessero riprendersi uno spazio sottratto l’inverno scorso dal Covid.

Peraltro lo stesso rappresentante dei pediatri riconosce che «ci sono casi di positività tra i più piccoli, per il momento non ho assistito a casi di Covid», ma gli ambulatori sono appunto intasati.

Un’ondata anomala che rischia d’incidere anche sulla battaglia contro il Covid. La campagna di vaccinazione degli under 12, che partirà il 16 dicembre, dovrebbe infatti coinvolgere i pediatri, «se dobbiamo aggiungere anche le vaccinazioni al lavoro di queste settimane, sarà necessario valutare bene visti gli attuali carichi di lavoro» è l’avvertimento di Vinattieri. La categoria si è già espressa in maniera chiara sui vantaggi della vaccinazione.

Tamponi “lunghi”

Questa situazione critica si riversa anche sulle scuole, dagli asili alle elementari fino alle medie. E se le scuole d’infanzia private del territorio non segnalano ad oggi chiusure Covid, la stessa cosa non si può dire per gli istituti cittadini. «Abbiamo dieci classi in Dad in attesa dell’esito del tampone alla Cosmè Tura e altre 3 al Perlasca - fa presente Cristina Corazzari, attuale dirigente di entrambi i comprensivi - Stiamo seguendo rigorosamente il protocollo ministeriale, per prudenza mettiamo a casa le classi fino al test». La quarantena è infatti imposta da due casi positivi in un classe, in aggiunta a quello di partenza.

Le attese non tanto dell’esito del tampone, quanto del testing si stanno però allungando di molto, andando di fatto a coincidere con i tempi delle quarantene. «La scorsa settimana una classe di Porto Garibaldi ha dovuto attendere otto giorni per il tracciamento, cioè per fare il tampone, mentre per l’altra ne sono bastati due - riferisce Maria Gaiani, dirigente del comprensivo De Pisis - I tempi sono variabili ma comunque più lunghi rispetto a qualche settimana fa, per via del numero elevato di classi coinvolte». Alla De Pisis al momento ce ne sono 4, due alle elementari e due alle medie.

La speranza dei presidi è a questo punto che venga aperto un hub riservato alle scuole.

Stefano Ciervo

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