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Veronica non ce l’ha fatta: muore a soli 19 anni. Codigoro senza parole, restano solo le lacrime

Veronica Furegato, 19 anni, mentre sfila sui Trepponti di Comacchio

La ragazza era rimasta coinvolta in un incidente stradale l’8 dicembre e ha lottato per una settimana. «Era solare e davvero unica» 

CODIGORO. Dopo aver lottato per una settimana tra la vita e la morte, ieri mattina (15 dicembre), all’età di soli 19 anni, all’ospedale di Cona si è spenta Veronica Furegato, la più grave delle tre codigoresi rimaste coinvolte nel drammatico incidente, avvenuto l’8 dicembre lungo la strada provinciale 53. La tragica notizia si è propagata rapidamente in paese e sui social network, dove il sorriso radioso e lo sguardo luminoso della giovanissima si intrecciano alle lacrime e alle parole cariche di dolore di tanti amici e conoscenti.

Il dolore


«Veronica era mia cugina di secondo grado – commenta Arianna Zanghirati, fotografa codigorese –. Sono frastornata, è un dispiacere immenso, incolmabile. Non pensavamo che le condizioni fossero così critiche e anzi speravamo tutti che si riprendesse. Era una ragazza solare, piena di vita, predisposta per l’arte. Aveva frequentato l’Istituto d’arte Dosso Dossi di Ferrara. È un dolore indescrivibile. Qualche anno fa ho perso un’altra cugina, anche lei come Veronica figlia unica. Per i genitori è una tragedia immensa, inaccettabile per tutti».

Durante l’adolescenza Veronica aveva giocato a pallavolo e si era pure dedicata alla danza classica, ma un’altra passione, quella per la moda, da alcuni anni le stava procurando tanti impegni e soddisfazioni. «Ho conosciuto Veronica nel 2018 a una sfilata di Patty Farinelli – ricorda il fotografo Pino Barbieri –; mi ha subito colpito la sua dolcezza, il suo modo rispettoso di approcciarsi, ho avuto il piacere di fotografarla in diverse occasioni. Mi rimangono le sue foto, la sua eleganza innata, il suo affetto». «Penso ai suoi genitori – aggiunge Barbieri –, Natascia e Alessandro e sono loro vicino con tutto il cuore».

Raggiunta dalla terribile notizia, la stilista comacchiese Patty Farinelli, ricordando “gli occhi di cristallo” di Veronica, osserva come «domani (oggi per chi legge) avrei voluto farle visita in ospedale. Sono sconvolta. Non posso crederci, la mia bimba! Mi era stata presentata due anni fa da Mariano Buttini, titolare del Made in Italy del Lido Estensi, e ho voluto che sfilasse in occasione del ventennale della mia carriera». «Era bella e brava e brillava di luce propria – aggiunge la stilista –. Avrebbe dovuto sfilare quest’inverno per me a Venezia. Mi resta un ricordo dolcissimo di una giovane, di una cara amica, che ci ha lasciato così presto».

La scuola di moda

Dopo il diploma conseguito la scorsa estate al Dosso Dossi, Veronica si era iscritta alla la rinomata Scuola di moda Vitali di Ferrara, che frequentava con profitto . Affranta la titolare, Silvia Vitali riconosce che «eravamo tutti in apprensione e proprio ieri avevo parlato con il babbo di Veronica, che ci aveva comunicato che, purtroppo, le condizioni erano peggiorate. Nella mia scuola stava seguendo un corso di specializzazione post-diploma. Era molto brava e aveva una voglia di imparare incredibile. Ora, insieme alle altre corsiste con le quali aveva fatto amicizia, stava seguendo la parte che riguarda la camiceria. Speravo – conclude Silvia – di poter dare alle ragazze, nei prossimi giorni, una bella notizia, e invece...È un dolore enorme!».

La salma di Veronica Furegato resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria, in attesa dell’autopsia. Nei prossimi giorni si saprà se gli organi della 19enne, che aveva conseguito da poco la patente di guida, hanno ottenuto l’autorizzazione all’espianto. «Sono profondamente addolorata – è l’attestazione di cordoglio del sindaco Sabina Alice Zanardi –; non ci sono parole adatte in circostanze come questa. A nome della comunità mi stringo in un grande abbraccio ai genitori e ai parenti di Veronica».

Mariano Buttini, storico operatore dei Lidi, proprietario del Made in Italy, ricorda di aver conosciuto la 19enne grazie alla mamma Natascia, «che per anni è stata commessa nel mio negozio. Venivano spesso a trovarmi. Anche Veronica era diventata parte della nostra famiglia. Si era legata molto a mia sorella – prosegue Mariano – e a mia moglie Monica. Capisco il dolore che provano ora Natascia e suo marito Alessandro, simile al mio, quando nel 1989 in un incidente aereo ho perso la mia prima moglie. Veronica aveva una vita davanti. È terribile».

Samuele Bonazza, assessore allo sport aggiunge che «ho visto crescere Veronica, perché mia madre è vicina di casa della sua famiglia. È un lutto di tutti».

Katia Romagnoli

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