Un 2022 di ripresa, ma non uguale per tutti Comuni e settori: ecco chi sale e chi scende

Presentati gli ultimi dati dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara: allarme demografico, sempre più anziani 

La congiuntura

Gian Pietro Zerbini


Dove va l’economia ferrarese? Alla domanda si è cercato di dare una risposta ieri attraverso i dati dell’Osservatorio della Camera di Commercio. E al di là di numeri e percentuali, spunta un dato preoccupante sulla situazione demografica. Nel 2030 stando alle stime, in provincia di Ferrara ci sarà un rapporto di 339 anziani (over 65 anni) ogni 100 bambini/ragazzi (under 14). Un dato che si ripercuoterà su occupazione e previdenza.

Gli scenari

Secondo gli “Scenari per le economie locali” di Prometeia di ottobre, rispetto alla precedente edizione, l’entità della ripresa per il 2021 sarà più accelerata anche per Ferrara. La caduta del valore aggiunto nel 2020 è stata pesante e più accentuata che in regione e a livello nazionale. Allo stesso tempo la prospettiva per il 2021 è di un recupero buono (+6,8%), che si conferma superiore a quanto avverrà a livello nazionale e regionale.

La crescita

In base alle previsioni i comuni ferraresi che avranno la migliore crescita nel 2022 sono Bondeno, Terre del Reno, Poggio Renatico, Voghiera, Masi Torello, Ostellato e Lagosanto. Crescita media: Vigarano Mainarda, Portomaggiore, Argenta, Comacchio, Codigoro, Copparo e Riva del Po. Mentre la crescita debole è segnalata nei comuni di: Ferrara, Cento, Tresignana, Fiscaglia, Jolanda di Savoia, Mesola e Goro.

Cresceranno di più le attività balneari, la fabbricazione di macchine automatiche, agenzie di viaggio, tecnologia informatica, ristorazione, commercio di computer. Crescita minore invece per i supermercati, fabbricazione di metalli, commercio di articoli sportivi, commercio di mobili per la casa, attività di stampa e attività di broker assicurativi.

Manifatturiero

Il terzo trimestre 2021 il trend di crescita dell’impresa manifatturiera rallenta, con indicatori che comunque segnano variazioni percentuali elevate, molto superiori a quelle rilevate negli ultimi anni. La caduta è stata pesante e quindi il rimbalzo è alto e di 3 punti superiore alla media regionale.

Commercio

Il regredire della pandemia e il confronto tendenziale con il terzo trimestre 2020, solo parzialmente interessato dal lockdown, hanno confermato l’inversione di tendenza delle vendite del commercio (+2,9%) con una velocità che risulta rallentata rispetto ai mesi primaverili del 2021 (+11,9%). Il recupero è stato solo parziale .

Artigianato

Anche l’artigianato manifatturiero conferma la ripresa. La produzione rallenta la crescita rispetto allo stesso trimestre del 2020 con un aumento che vale un +8,3%. Il fatturato del settore non sembra avere qualche spinta in più (+7,2%), nonostante la variazione risulti sempre più accelerata per le imprese che esportano (+12,7%).

Costruzioni

Il terzo trimestre del 2021 segna una stabilizzazione dei buoni livelli del volume d’affari del settore delle costruzioni, dopo il grosso recupero dello scorso trimestre. Tra luglio e settembre, l’incremento del volume d’affari a prezzi correnti rispetto allo stesso periodo 2020 non ha subito variazioni di rilievo (+0,4%), con un dato regionale molto più elevato (+6,6)dal momento che l’Emilia-Romagna deve recuperare una caduta dello scorso anno più pesante.

Credito

Il confronto con la regione, mostra per Ferrara un andamento sempre migliore per imprese e meno espansivo per le famiglie consumatrici. La crescita tendenziale dei depositi rimane su livelli elevati (+7,0% rispetto allo stesso periodo del 2020), ma inferiori al confronto con il dato medio dell’Emilia-Romagna(+8,5%).

Prestiti e fallimenti

Dopo la sospensione della moratoria, terminata lo scorso 31 gennaio, al temine dei primi dieci mesi del 2021, i protesti calano solo per numero mentre aumentano per valore, pur rimanendo sotto i livelli del 2019. Crescono i fallimenti registrati dall’inizio dell’anno ad ottobre: 8 in più rispetto al 2020, anche se con un’intensità minore rispetto alla Regione e all’Italia.

Mercato del lavoro

Le forze di lavoro, diminuite del -3,0% nel 2020, secondo le previsioni Prometeia, potrebbero recuperare 0,8 punti percentuali nel 2021, a causa della crescita della componente relativa alle persone in cerca di occupazione, mentre gli occupati potrebbe diminuire di un punto percentuale. Il tasso di attività, calcolato come quota sulla popolazione presente totale e arrivato al 46,5% nel 2020, dovrebbe proseguire la crescita. La sospensione del blocco dei licenziamenti inciderà quindi sull’occupazione nel 2021 e mentre il tasso di occupazione faticherà a mantenersi sugli stessi livelli dello scorso anno, il tasso di disoccupazione potrebbe salire, avvicinandosi al 10% nel 2022.

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