"Ciao Veronica, da chi ti ha voluto bene": la lettera delle compagne di studi alla ragazza di Codigoro

Veronica Furegato, 19 anni

La comunità scolastica dell'Aleotti-Dossi ha trovato parole "sincere e pulite" per parlare alla sua ex studentessa

CODIGORO. Un saluto carico d'affetto, di lacrime e rimpianti, ma anche di ricordi indelebili. Ha toni struggenti la lettera dedicata a Veronica Furegato, morta a 19 annni a una settimana da un drammatico incidente stradale, dai suoi ex compagni e insegnanti dell'istituto Aleotti-Dosso Dossi, che aveva frequentato.

"Cara cara, ovunque tu sia, ti arrivino come un soffio queste parole sincere e pulite di chi ti ha accompagnata nel periodo più delicato della tua crescita. Sì, è un urgenza quella che sentiamo tutte noi, di dirti ancora qualcosa. Perdona il nostro ritardo e il nostro vano e misero rimandare sempre a domani ciò che assolutamente va fatto adesso. Il tempo non perdona la tracotanza di chi osa sfidarlo. E nella nostra miseria tutta umana spesso lo sottovalutiamo.


Sottraendoti alla possibilità di un nuovo incontro, di altri sguardi, parole e abbracci, ci ha gettato addosso ancora una volta tutta la sua pre-potenza. E ci ha lasciati con le gole strozzate e le lacrime addosso in questa infinita sofferenza che deve potersi sciogliere nella speranza che davvero questo sia solo un arrivederci.
Sei arrivata bambina e ti abbiamo visto giorno dopo giorno diventare una donna, troppo giovane, perché il percorso si fermasse pochi mesi dopo avere girato le spalle a quel luogo che noi abbiamo voluto e continuiamo a pensare come una seconda casa per i nostri studenti e le nostre studentesse.


Tu insieme alla leggerezza di quel corpo che si allungava gentile alla vita a venire, lo avete abitato,  tu insieme  ai tuoi silenzi e ai tuoi sorrisi. Soprattutto resta la luce dei tuoi occhi azzurri.
Rimane la delicatezza del tuo muoverti e apparire e svanire. Rimane l’energia che hai impiegato per fare sempre tutto quello che potevi. Rimane l’immagine, la fotografia ma soprattutto la vita che hai abitato insieme a noi.
Rimane il nostro affetto sincero. Rimane il desiderio di un nuovo incontro con te
Rimane….la speranza che tu sia davvero solo in una stanza di fianco…
La speranza che Agostino avesse davvero ragione nel tentativo di consolare i mortali della loro inevitabile sorte con questa straordinaria preghiera che i tuoi insegnanti vogliono dedicare a te e chi ti ha amata.


La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti é familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.


Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.


La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: é la stessa di prima, c’é una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Ciao Veronica…e sì va tutto bene…per lo meno ci proveremo rimanendo uniti a chi ti ha voluto bene e te ne vuole ancora".