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Natale, al pesce non si rinuncia ma l’anguilla è d’allevamento

Niente sapori di Valle. Dalle pescherie: «I nostri prezzi resteranno invariati» Aumenta invece il costo delle vongole perché quest’anno scarseggiano

PORTO GARIBALDI E GORO. Sulle tavole imbandite di Natale e Capodanno approderanno anguille dagli allevamenti di Chioggia, Porto Viro e Porto Tolle, vongole veraci dalla sacca di Goro, cozze provenienti anche dalla Spagna e frutti di mare dell’Adriatico. Dopo esser state, per secoli, protagoniste di lotte proverbiali tra guardie e fiocinini, scarseggiano le anguille di valle e questo sarà il primo Natale lagunare senza il trionfo in tavola della sua regina per antonomasia.

la tradizione


Non si rinuncerà di sicuro al tradizionale risotto di anguilla della vigilia di Natale e neppure al brodetto con le verze o all’anguilla ’a beac d’aesèn’e anzi, le pescherie già da una settimana hanno incrementato le vendite. Ma se per quest’anno è saltato l’eccezionale appuntamento pre-natalizio con la messa in commercio delle anguille di valle a prezzo calmierato (20 euro al chilo), come stanno andando le vendite nelle pescherie locali? C’è il sentore che i commercianti di prodotti ittici non abbiano nessuna intenzione di ritoccare i prezzi e questa scelta gioca a favore del principio di fidelizzazione della clientela, che va ben oltre i confini locali e provinciali. «Noi manteniamo lo stesso prezzo dello scorso anno – evidenzia Matteo Cavalieri, titolare della Pescheria Rosina di Porto Garibaldi –; le anguille piccole costano 20 euro al chilo, mentre quelle grosse 25 euro. Manteniamo assolutamente un prezzo onesto. Il 90% della nostra clientela in questo periodo proviene da Bologna, Modena, Parma e da tante altre località della regione».

i costi

I giorni più impegnativi saranno proprio quelli a ridosso del Natale e anche le prenotazioni sono lievitate del 40-60%. Anche nella pescheria Cavalieri Walter c’è tanto fermento, indice di super-lavoro in vista dei cenoni delle Feste. «I clienti sanno di potersi procurare da noi anguille vive – assicura uno dei proprietari, Mario Cavalieri –; arrivano dagli allevamenti del Veneto all’interno di vasconi ricolmi d’acqua. Questo è un periodo pieno di prenotazioni e facciamo anche le consegne a domicilio. I prezzi rispetto allo scorso anno – conclude Mario Cavalieri – hanno subito un leggero aumento, che non dipende assolutamente dalla Valle, ma dai costi dei trasporti e della logistica».

Le anguille piccole costano 21 euro e quelle grosse 24 euro, ma si trovano anche tutti i frutti di mare dalle seppie (16-18 euro), alle mazzancolle (16 euro), dai totani giganti (13 euro), agli scampi (35 euro), dalle sogliole nostrane (23 euro) ai calamari grandi (17-18 euro), dai branzini (16 euro) alle cernie (20 euro). A Goro sulla tavola delle festività natalizie trionfano le vongole veraci, «ma la produzione è diminuita rispetto allo scorso anno – chiarisce Andrea Ricci, pescatore della cooperativa La Vela – e il prezzo di vendita è aumentato: nelle pescherie il costo oscilla dai 15 ai 20 euro al chilo. Questo è il periodo dell’anno in cui si lavora di più, anche il sabato e la domenica – prosegue Ricci –. Tutte le cooperative sono in mare. Si vende meno, ma si punta sulla qualità». Insomma, al pesce ed alla tradizione non si rinuncia e soprattutto i comacchiesi si metteranno a tavola con un po’ di amaro in bocca...

Katia Romagnoli

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