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L’impianto idrovoro diventa scenografia per l’ultimo Diabolik

Suggestivi cuniculi idraulici e accessi imprevedibili. Le strutture della Bonifica Renana scelte dai registi del film 

ARGENTA. È uscito nella sale Diabolik, l’ultimo film per il grande schermo dei Manetti Bros, girato anche a Bologna. E a dire il vero c’è anche un po’ di Ferrara e, in particolare di Argenta, perché protagonista è il più moderno degli impianti idrovori di sollevamento della Renana, scelto come location per le avventure dell’imprendibile fuorilegge. Protagonisti della pellicola sono Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea.

l’idea


Registi e produzione hanno individuato nelle strutture avveniristiche dell’impianto della Renana gli ambienti ideali per alcune delle scene più suggestive del film.

Scatolari di cemento armato, cuniculi idraulici e accessi imprevedibili dell’impianto si sono rivelati gli scenari ideali per le avventure dello spericolato fuorilegge, interpretato da Luca Marinelli. Ospitare il set cinematografico di Diabolik è stata una bella esperienza e ha consentito al Consorzio di esportare ambienti e logo della Bonifica Renana in un ambito di visibilità nazionale, attraverso uno strumento inedito, non per questo meno efficace.

Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo fumetto creato da Angela e Luciana Giussani, e pone l’attenzione sul primo incontro tra il celebre ladro e la sua compagna e complice Eva Kant, avvenuto nel terzo albo della serie originale, “L’arresto di Diabolik”. Si tratta della seconda trasposizione cinematografica per il personaggio, dopo il film omonimo del 1968 diretto da Mario Bava. Il personaggio di Diabolik è interpretato da Luca Marinelli, mentre Miriam Leone e Valerio Mastandrea sono rispettivamente Eva Kant e l’ispettore Ginko.

La trama del film riprende quella del terzo albo della serie “L’arresto di Diabolik”. L’immaginaria città di Clerville negli anni ’60 è terrorizzata da un ladro tanto spietato quanto inafferrabile. Nessuno conosce la sua identità e il suo viso, di lui si conosce soltanto il soprannome di Diabolik e l’unica certezza è che chiunque abbia a che fare con lui muore. E il “nostro” impianto ha fatto da perfetta scenografia.

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