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Marciapiedi sconnesso: «A causa della caduta ho un polso fratturato»

Disavventura di una 91enne in via Comitato di Liberazione. Le figlie: manufatto in condizioni pessime da lungo tempo

Lo stato dei marciapiedi della città, ma soprattutto dei quartieri meno centrali e delle frazioni, non si presenta sempre in modo ottimale. E le conseguenze per chi li usa possono essere davvero drammatiche. Sono le 17.30 di giovedì 16 dicembre quando una signora di 91 anni esce dalla sua abitazione di via Comitato di Liberazione, al Doro, per aspettare la figlia che la deve accompagnare ad una visita medica. Un marciapiede sconnesso fiancheggia la strada e la donna dopo pochi metri inciampa e cade sbattendo la testa contro il muretto di recinzione.

Al suo arrivo, la figlia, la troverà in compagnia di un passante che le ha prestato soccorso. Maria, spaventata e dolorante insiste perché la figlia la porti comunque in casa di cura, dove ha appuntamento col medico. Qui, dopo averle prestato i primi soccorsi, lo specialista la indirizza al pronto soccorso dell’ospedale di Cona. Sono circa le 18.30 quando la figlia che, in rispetto delle norme anti–Covid non può rimanerle accanto, esce dal pronto soccorso e torna a casa. Le ore passano e le figlie della novantunenne acquisiscono notizie sulle sue condizioni attraverso le telefonate fatte al personale del pronto soccorso che si dimostra molto disponibile nei loro confronti. Alle 10.30 del giorno dopo, accertato che non vi fossero problemi alla testa, l’ospedale dimette Maria con il polso della mano destra ingessato perché fratturato. «È da tempo immemorabile – dicono le figlie della donna – che quel marciapiede è in condizioni pessime. Prima di nostra madre sono cadute altre persone che, fortunatamente non hanno avuto danni gravi. Vogliamo rendere pubblico quanto ci è successo affinché chi di dovere provveda al più presto a mettere in sicurezza i marciapiedi che costeggiano tutta la via». Maria che nella caduta ha rotto anche gli occhiali da vista, cerca di non perdersi d’animo e si ripromette di «imparare ad usare la mano sinistra, per non perdere completamente la propria autonomia».


Cinzia Berveglieri

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