Contenuto riservato agli abbonati

Caritas diocesana: è aumentata la povertà nel Ferrarese. Aiuti a cinquemila bisognosi con sempre più italiani

I dati dell’assistenza confermano la situazione critica in provincia. La generosità di enti ed associazioni a sostegno delle attività 

FERRARA. L’anno che sta per concludersi è stato segnato ancora dall’epidemia virale, i cui effetti sul piano sociale ed economico sono rilevati dal Centro di ascolto della Caritas diocesana nell’aumento dei nuovi poveri e nell’ampliamento della fascia di povertà.

I dati raccolti indicano che la pandemia ha accentuato e accelerato la tendenza all’impoverimento di individui e famiglie a reddito “non garantito” o a bassa intensità lavorativa. La categoria dei cosiddetti working-poor rappresenta uno degli elementi di “spinta” sottesi all’aumento dei nuovi poveri, soprattutto tra gli italiani e i nuclei familiari con reddito Isee superiore a 6mila euro.


Per un numero sempre maggiore di persone l’aiuto della Caritas più che una fonte primaria di sostentamento rappresenta un contributo al mantenimento di un equilibrio non solo economico ma anche sociale e psicologico, per l’effetto di contrazione che l’impoverimento produce sulle relazioni e sulla capacità di definire e perseguire il proprio percorso di vita. In associazione alla richiesta di beni materiali e sussidi economi, che resta di gran lunga prevalente, aumentano infatti le richieste di ascolto, orientamento, consulenza, mediazione nei confronti di soggetti terzi, in ambiti molto diversificati: sostegno psicologico, rapporti con le pubbliche amministrazioni, accesso ai servizi socio-sanitari, accesso al credito, accesso ai servizi finanziari, ricerca lavoro, conciliazione vita-lavoro, attivazione di reti informali).

Nel 2021 il numero dei volontari impegnati nelle attività di assistenza promosse dalla Caritas diocesana è aumentato (da 98 a 126), con una percentuale molto ampia (47%) di nuovi volontari (persone che non avevano mai svolto negli anni precedenti attività di volontariato per la Caritas)

Cresce anche il sostegno della cittadinanza attraverso le donazioni di beni materiali e contributi economici da privati cittadini, aziende, imprese.

Tra le ultime iniziative segnaliamo: il sostegno offerto dalla Spal alla mensa Caritas attraverso il recupero del cibo non consumato servito nelle aree ospitalità dello stadio Mazza in occasione delle gare giocate a Ferrara dal club bianco-azzurro; il sostegno offerto da LyondellBasell al Guardaroba sociale per le persone senza fissa dimora, con la donazione di 1000 kit per l’igiene personale.

Al Centro operativo della Caritas di Ferrara l’esigenza di regolare l’accesso ai servizi per garantire il distanziamento e la tracciabilità dei contatti, vissuta inizialmente da operatori e volontari con un senso di disagio, ha riproposto la necessità dell’ascolto come momento essenziale e rinunciabile della relazione di aiuto. Nel corso del 2021 l’accesso ai servizi è stato progressivamente collegato al Centro di ascolto Caritas, cui ora è possibile rivolgersi anche telefonicamente, con l’ulteriore possibilità di richiedere un colloquio a domicilio.

Povertà alimentare

Il contrasto alla povertà alimentare resta uno dei principali ambiti di impegno della Caritas per numero di interventi e beneficiari.

La collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare e la quotidiana attività di recupero degli alimenti invenduti presso i supermercati della città ha consentito di distribuire nell’arco dell’anno 6.000 pacchi viveri e di erogare gratuitamente presso la mensa Caritas di Ferrara 100 pasti al giorno.

Guardaroba sociale
Il magazzino per la distribuzione di indumenti e prodotti per l’igiene personale nel 2021 è stato riorganizzato come servizio specificatamente rivolto alle persone senza fissa dimora o in condizione di grave disagio abitativo, in grado di fungere da punto sportello informativo. Nel 2021 il Guardaroba sociale ha registrato 1.700 accessi da parte di 397 persone.

Accoglienza

Si conferma nel 2021 l’impegno della Caritas nell’accoglienza di donne e minori richiedenti asilo, vittime di violenza domestica, famiglie monogenitoriali sfrattate e donne vittime di sfruttamento.

Attualmente la Caritas diocesana accoglie presso il Centro Casa Betania e altri 11 gruppi appartamento presso altrettante abitazioni messe a disposizione da parrocchie o privati cittadini, secondo un modello di accoglienza diffusa, un totale di 78 donne, 11 bambini da 6 a 10 anni e 35 bambini in età prescolare. In questo ambito il 2021 segna una ripresa dei percorsi di promozione dell’autonomia e dell’integrazione sociale, fortemente penalizzati dal look-down: corsi per l’apprendimento della lingua italiana, percorsi di scolarizzazione, corsi di formazione professionale, stage o tirocini di orientamento al lavoro.

Ambulatorio Caritas
Sul fronte sanitario forte è stato e continua a esserlo l’impegno della Caritas per garantire l’accesso alle cura anche alle persone indigenti o a rischio di marginalità sociale. In aggiunta alle prestazioni di medicina generale, pediatria e ginecologia, direttamente correlato al contrasto della pandemia è l’impegno dei medici dell’ambulatorio Caritas nella campagna vaccinale a favore di coloro che sono sprovvisti di tessera sanitaria o hanno difficoltà di accesso ai “normali” centri vaccinali.

Gian Pietro Zerbini

© RIPRODUZIONE RISERVATA