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Ferrara. L’urlo di dolore degli ambulanti: «l’80% è a rischio fallimento»

Diminuiscono i clienti dei mercati, per i venditori quasi impossibile investire.  Baglioni (Anva): «Situazione drammatica, minacciata la stabilità delle famiglie»

FERRARA. «L’80 per cento dei 500 ambulanti del Ferrarese è a rischio fallimento».

È questo il grido d’allarme lanciato da Pier Carlo Baglioni, vicepresidente dell’Anva, l’associazione dei venditori ambulanti associati alla Confesercenti che ieri (lunedì 20 dicembre) hanno allestito il tradizionale mercato del lunedì tra Piazza Travaglio e Corso Porta Reno. E tra i quali ci siamo immersi per avere il polso di una situazione che sembra sempre più complicata.


Baglioni non cerca scorciatoie e parla apertamente di una «emergenza sociale e lavorativa pronta a deflagrare: nella quasi totalità dei casi il banco è l’unico sostentamento di un intero nucleo familiare». «È una situazione semplicemente drammatica – sottolinea ancora Baglioni – siamo nella impossibilità di programmare investimenti. Il nostro è un settore messo in ginocchio dalle conseguenze della pandemia – prosegue Baglioni – ma non soltanto da quelle. Non possiamo permetterci di aspettare ancora prima di ripartire. Dobbiamo tornare a lavorare come stiamo facendo, pur con tutte le misure di sicurezza. Siamo qui a rivendicare il superamento di una situazione non più sostenibile, un disagio che rischia di trasformarsi in una rabbia diffusa».

E poi ci sono loro, gli ambulanti del mercato di Ferrara. «Il problema è uno e uno solo – inquadra subito Maurizio Casoni, calzature – ed è questo: il progressivo calo dei clienti dei mercati, che certo non sono cittadini di ceto medio alto». «Sono calati i nostri clienti – segue a ruota Massimiliano Marchesini, profumeria – la situazione è nettamente peggiorata rispetto agli ultimi anni». Per Daniele Poletti, accessori abbigliamento, «tutto sommato non va male ma certo nessun paragone con il Natale di alcuni anno fa». E ancora: Luciana Raggini, che è una “vecchia” conoscenza del mercato di Ferrara in cui è presente da quasi 30 anni con il suo banco di biancheria per la casa e complementi di arredo: «Ferrara è da sempre il nostro mercato di riferimento – dice Luciana – e per noi vuol dire tornare tra tanti clienti che conosciamo molto bene e che ci sono affezionati». Da San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese, arriva invece Alessandro Bonaguro (intimo uomo/donna): «Come va? Non è certo l’anno migliore, ma è l’andazzo generale che preoccupa – sottolinea Bonaguro – Qualche anno fa c’era la possibilità di programma alcuni investimenti a livello familiare. Ora è praticamente impossibile». L’obiettivo è allora quello di non distruggere un patrimonio di imprese ambulanti tipico della cultura e della storia italiana, sottolineano le associazioni di categoria. È un grido di dolore che arriva dal cuore di un mondo che sempre più si sente minacciato da una crisi la cui fine appare sempre più lontana.

Una crisi senza dubbio figlia anche della pandemia da Covid, ma più in generale arrivata a causa di una difficoltà economica in cui versano purtroppo molte famiglie ferraresi costrette a fare i conti euro su euro prima di spendere anche soltanto per l’acquisto di un paio di scarpe. Al mercato.

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