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Ferrara, che stangata: energia +21,9% in un mese. L’inflazione continua a correre: +3,5%

A vent’anni dall’arrivo dell’Euro molti prezzi di prodotti sono raddoppiati, nonostante alcuni periodi di deflazione

FERRARA. L’inflazione continua a correre e anche in base agli ultimi dati forniti dall’ufficio statistica del Comune di Ferrara in merito ai prezzi al consumo, l’indice ora è salito del 3,5% rispetto allo scorso anno. L’autunno caldo dei rincari ha portato ad una ulteriore stangata anche nel mese di novembre, crescita dovuta soprattutto agli aumento spropositati dei conti dell’energia.

Il caro bollette


Balza subito all’occhio il considerevole aumento su base mensile del 2% per le spese di utenze domestica e dei trasporti del 1,2%. Su base annua gli incrementi di queste due tipologie salgono rispettivamente al 13,1% e al 9,4%. In particolare sulle spese energetiche c’è da segnalare un aumento del 21,9% in un solo mese, considerando che c’è stato una crescita ancora più consistente il mese precedente. Il tutto si traduce in un caro bollette molto elevato, a cominciare da luce e gas.

Alimentari in crescita

Con l’avvicinarsi delle festività crescono anche i prodotti alimentari 1,2% sull’anno precedente e 1,7% sull’analogo novembre dello scorso anno. In particolare si segnala in questo mese l’aumento della frutta fresca (+15,6%), con un percentuale più alta che riguarda le arance, attualmente il più gettonato frutto di stagione, che fanno segnare un +18,4% rispetto al mese scorso.

servizi ricettivi

In un mese di grandi rincari, c’è solo una voce che fa registrare un dato negativo rispetto al mese scorso e sono i servizi ricettivi con un -13,7% sulle spese negli alberghi.

L’euro compie 20 anni

Intanto il prossimo 1º gennaio sono vent’anni che è entrato in vigore l’euro, In vent’anni ovviamente il prezzi sono aumentati di molto, in alcuni casi anche triplicati con aumento del 200%. Nonostante periodi di deflazione che hanno abbassato i costi dei prodotti in questi vent’anni, ad esempio nel 2009 e anche per 10 mesi lo scorso anno (da marzo a dicembre), i prezzi hanno avuto un incremento considerevole. Si ricorderà infatti la polemica con l’avvento della nuova moneta comunitario, quando alcuni prodotti vennero allineati in pochi giorni con il metodo di arrotondare a 1 euro quello che in precedenza costava 1.000 lire, nonostante il cambi effettuato avesse stabilito il valore dell’euro in 1.936,27 lire, quindi decisamente più vicino alle 2.000 lire.