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Goro, aggiudicata “Ca’ Romanina”: nuova vita per la piccola oasi

Di proprietà della Provincia, la struttura ha trovato un nuovo gestore. Sarà un ristorante, ma non potrà mutare la destinazione dell’immobile

GORO. È stato un ristorante fino al 2011, poi la chiusura e il degrado. Dopo diversi passaggi, finalmente “Ca’ Romanina” di Goro vedrà nuova vita perché è stato assegnato in concessione. Non si tratta di una struttura qualsiasi, naturalmente, ma attorno a quell’osai c’è stato e ci dovrà essere un progetto ben preciso. Intanto, fondamentale, non mutare la destinazione del bene che la Provincia ha ricevuto in donazione dalla Regione Emilia-Romagna vincolato a usi coerenti con la gestione delle oasi di protezione della fauna e degli interventi di recupero e di valorizzazione degli ambienti umidi del Basso Ferrarese. La questione, che era stata seguita dall’ex consigliere provinciale Gino Soncini, ha avuto in questi giorni risvolti positivi e si può dunque andare avanti. La concessione la concessione è compresa tra un minimo di anni 9 ed un massimo di anni 20 decorrenti dalla data della stipula del disciplinare.

DI COSA SI TRATTA


Il complesso di Ca’ Romanina è inserito in una delle zone più suggestive della costa ferrarese e del Delta del Po. Situato in posizione isolata a ridosso della Sacca di Goro, a poche centinaia di metri in linea d’aria dal porto turistico della marina di Goro e a meno di un km. dal Boscone della Mesola, è immerso nella natura in un’oasi di raro fascino naturalistico. Intorno è circondato da boschi, argini e campi coltivati ed è raggiungibile solo percorrendo strade bianche consortili e interpoderali. Va anche detto che l’accesso è reso difficoltoso dallo stato d’uso dei percorsi e dalle restrizioni nella circolazione e questo è stato uno degli elementi che ha portato tanti imprenditori a desistere.

Il fabbricato sorge nelle vicinanze di Valle Scolà, ai margini dell’argine di difesa a mare della Sacca di Goro, vicino alla foce del Canal Bianco e l’impianto idrovoro Romanina e vanta un boschetto di oltre 3 ettari di ampiezza e un’area sott’argine di circa 6,7 ettari di proprietà provinciale. Il comparto, originariamente a destinazione “rurale”, è costituito da un edificio (in origine destinato a stalla e fienile) e da un area pertinenziale ad esso esclusiva. È stato donato alla Provincia di Ferrara dalla Regione Emilia-Romagna per scopi di pubblica utilità, consistenti primariamente nella promozione del territorio ed nel corso del tempo è stato gestito da provati che hanno portato avanti attività di ristorazione. Il potenziale dell’area è enorme, come enormi sono le oggettive difficoltà di gestione per tutta una serie di motivi. La speranza è che adesso il nuovo gestore, un imprenditore di Mesola, sappia bene come muoversi per dare al luogo, splendido, il giusto decoro.

Annarita Bova

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