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Sgarbi: "Balbo a Palazzo Koch". I Diamanti? A settembre

Si parte con la mostra sulla follia e si prosegue nel 2023 con un percorso sul Rinascimento

FERRARA. In visita al sindaco «per auguri e questioni relative alla Fondazione Cavallini Sgarbi, che attende di avere una collocazione prima della mia morte», il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi ha colto l’occasione per intervenire in conferenza e riconoscere meriti all’amministrazione. La riapertura «dopo decenni di indifferenza» di Palazzo Schifanoia, della chiesa della Consolazione, «la forestazione urbana con 1.125 alberi piantati in via Padova – leggeva nelle slide riepilogative delle azioni 2021 – sono il segnale dell’attenzione che non sembrerebbe connessa al temperamento ritenuto brutale di Lodi: mi sembra che l’amministrazione non abbia dato segnali regressivi».

Sui musei ha poi aggiunto: «Parlando con Draghi mi ha detto che gran parte delle chiusure e delle limitazioni che vengono poste da questa epidemia vengono da Franceschini, lui è quello più rigido... Sarebbe giusto che il Governo desse un segnale che siamo entrati in una fase in cui la malattia non è letale». Del resto «la percezione che si ha di Ferrara è di una città amata e sempre più frequentata per la sua bellezza che è legata ai siti museali». Il 2 settembre riaprirà palazzo dei Diamanti «con la mostra del museo della follia e nel 2023 cominceremo un percorso sul Rinascimento. Altra buona notizia – aggiungeva Sgarbi – Bper ha accolto la nostra proposta di prestarci gli spazi di palazzo Koch prevedendo un intervento per adeguarlo a museo per circa 13 milioni di euro». Boldini e la mostra su Balbo potrebbero trovare là collocazione. Sgarbi ha anche ricordato la «necessità di riaprire casa Minerbi che diventerà sede di Ferrara Arte». Proposto un biglietto unico con Schifanoia.

Giovanna Corrieri

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