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Punto nascita a Cento. Zagatti (Cgil): «Non si superano i 500 parti, no agli sprechi»

Il sindacalista pone il tema qualità delle cure, poi critica gli ex sindaci Toselli e Bergamini: non fanno gli interessi dei cittadini

CENTO. «Siamo convinti che i Punti nascita si difendano difendendo il lavoro esistente, creandone di nuovo, lavorando per una prospettiva di futuro non fatto di deroghe, di incertezze, di sprechi e speculazioni». Sul tema reparto di Ostetricia di Cento, dopo che l’Asl ha garantito la riapertura nel giro di un mese, interviene il segretario generale della Cgil provinciale, Cristiano Zagatti.

Il sindacalista inquadra lo scenario e ricorda come il comune guerciniano segni «un calo della popolazione, un costante incremento dell’indice di anzianità e di quello di dipendenza (58 persone a carico ogni 100 lavoratori)», e che gli altri territori del Distretto Ovest non facciano meglio. Il punto è che, prosegue Zagatti, «la natalità continua a ridursi e dal 2015 il Punto nascita del Santissima Annunziata segna volumi di attività decisamente inferiori ai 500 parti/annui e sempre più distanti dalle indicazioni delle “Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo».


«A oggi non sta certo alla Cgil – prosegue il segretario – decidere se siano ancora esistenti le condizioni che riconducevano la richiesta di deroga della chiusura del Punto nascita al sisma del 2012, ma mi permetto di esprimere più di una perplessità sulla possibilità che, senza modificare le caratteristiche socio-economiche della popolazione del Distretto Ovest, si possano superare i 500 parti all’anno. Chi ha amministrato i comuni del Distretto Ovest non è riuscito a cogliere l’opportunità della deroga».

Poi Zagatti definisce «poco utile e non rispondente agli interessi di cittadini e lavoratori» la polemica con la Regione innescata dagli ex sindaci Fabrizio Toselli (Cento) e Fabio Bergamini (Bondeno): «O dopo il Punto nascita si pensa già di utilizzare, ad esempio, il sottodimensionamento e l’evidente sofferenza del Pronto Soccorso del Santissima Annunziata per un poco di visibilità? O di giocare a scarica barile sulle condizioni estenuanti del personale? O di cavalcare l’inadeguatezza strutturale dell’ospedale per rispondere anche alla pandemia in corso?». Per il segretario Cgil, che chiede di isolare queste posizioni, «serve un bagno di onestà, evitando di confondere gli effetti con le cause spesso rincorrendo il consenso», in quanto «la difficoltà nel mantenere attivo il Punto nascita non è determinata dall’emergenza Covid di oggi, che l’ha semplicemente evidenziata, ma è l’effetto della condizione socio-economica che ne rappresenta la causa principale».

L’obiettivo è modernizzare l’ospedale centese, anche sulla base del “Patto per il lavoro e il clima” firmato di recente in modo da rilanciare lo sviluppo del territorio, tuttavia quello attuale, conclude Zagatti, «ha caratteristiche strutturali tali da chiedersi se siano ancora opportuni interventi massivi di miglioramento o se non rischino invece di tradursi in sprechi di denari pubblici».

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