Punto nascita di Cento, ora si lavora per dare stabilità al servizio

Regione e Asl rassicurano il Comune sulla riapertura entro il mese di gennaio. Il sindaco  Accorsi: «Ragionamento aperto su una soluzione di medio-lungo periodo»

CENTO. Per ciò che riguarda l’immediato, la rassicurazione è risuonata nuovamente: il Punto nascita dell’ospedale di Cento riaprirà entro la fine del mese di gennaio.

Ma l’incontro di ieri mattina tra Regione Emilia Romagna, Azienda Usl di Ferrara e Comune (presente Mario Pedaci, assessore alla sanità) lascia presagire anche che si sta lavorando per dare stabilità anche in prospettiva al reparto di Ostetricia.


«BUON PRIMO PASSO»

A definire la riunione «sicuramente importante e un buon primo passo» è il sindaco di Cento, Edoardo Accorsi. «Prima di tutto perché sia la Regione che l’Azienda sanitaria si sono dimostrate determinate nel voler affrontare la situazione del Punto nascita nel suo complesso. Anche in questa sede, da parte della direttrice Monica Calamai, è arrivata la rassicurazione che la riapertura del Punto nascita sarà garantita entro il mese di gennaio», sottolinea Accorsi il quale poi aggiunge altro. «Insieme all’assessore regionale alla salute, Raffaele Donini, e alla direttrice Calamai si è deciso poi di iniziare a studiare, durante momenti dedicati, alcune possibili soluzioni un po’ più strutturate che possano garantire prospettive soprattutto di medio-lungo periodo. Da parte nostra – chiude Accorsi – abbiamo ribadito massima volontà di garantire apertura di questo importante servizio per la nostra città».

BERGAMINI REPLICA

Intanto, interviene nuovamente il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini: «I servizi pubblici non sono mai uno spreco di denaro, bensì un diritto per i cittadini. Tagliarli significa ridurre i loro diritti. Il Punto nascite di Cento va riaperto e vanno mantenuti e migliorati tutti i servizi esistenti al Santissima Annunziata, dico questo perché non sono abituato ai discorsi ambigui».

Bergamini risponde alle dichiarazioni del segretario provinciale della Cgil, Cristiano Zagatti, «del quale, sinceramente, dispiace un approccio aziendalista basato sui numeri delle nascite che ricorda molti dei suoi avversari. Un tempo, i sindacati erano difensori del servizio pubblico e del lavoro. Ora, invece di concentrarsi sulle carenze organizzative di un sistema che non permette il reclutamento del personale nei tempi necessari, avanza le stesse cifre della burocrazia, che servono a denigrare e mettere in discussione l’esistenza di servizi fondamentali, come il Punto nascite o magari lo stesso Pronto soccorso. I quali, per noi, vanno difesi e implementati senza “se” e senza “ma”».

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