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"In classe un alunno positivo, poi venti famiglie nel limbo"

A Lagosanto le difficoltà dopo un caso di contagio. La protesta di una mamma: "Dall'Asl solo alcune informazioni sui tamponi da fare, niente tracciamento e avvisi a chi è in quarantena"

FERRARA. I primi rientri nelle scuole sono previsti per venerdì e nelle famiglie è già fibrillazione. Perché chi è stato contagiato quando ormai le aule si stavano per chiudere, a ridosso delle festività, è entrato in una sorta di limbo e non sa quando potrà tornare in classe o al lavoro, uscire di casa, riprendere la sua vita sociale (Covid permettendo). L’ultimo s.o.s arriva da Lagosanto, dove le famiglie di ventidue alunni che frequentano le elementari dell’Istituto comprensivo, sono alle prese con il rebus degli isolamenti e delle quarantene.

«Il 19 dicembre scorso un ragazzino è risultato positivo – racconta la mamma di un bambino che frequenta il plesso – e dall’istituto è giunta la comunicazione che tutti i compagni di classe (professori compresi) avrebbero dovuto sottoporsi a tampone molecolare». Il test, prosegue il genitore, è stato eseguito il 22 dicembre e gli esiti sono stati comunicati a partire dal 23 e 24 dicembre, vigilia e antivigilia di Natale. In quei cinque giorni di attesa, ricorda la mamma, per un problema organizzativo non è partita la didattica a distanza e gli alunni hanno di fatto anticipato il periodo delle vacanze di fine d’anno. Il laboratorio ha poi certificato almeno 14 studenti positivi e alcuni insegnanti. Non si sa se tutti i ragazzini, nel frattempo, sono stati sottoposti a tampone, l’Asl comunque ha contattato le famiglie dei bambini positivi per gli isolamenti e contemporaneamente sono scattate le quarantene per i genitori. I nuclei familiari con i casi positivi sono stati invitati a ripetere il tampone sui bimbi dopo cinque giorni.

«Dopo quella comunicazione non abbiamo ricevuto nessun altro avviso e al telefono nessuno risponde – spiega, delusa, la mamma dello scolaro – Non risulta neppure che l’Asl abbia fatto la ricerca dei contatti, eppure ci sono stati ragazzini che nei giorni immediatamente precedenti il Natale sono andati a giocare con i compagni o in piscina». L’incertezza sul che fare, nel frattempo, si è estesa anche ai genitori. «Nessuno ha spiegato a chi è entrato in quarantena come deve comportarsi e oggi è più complicato orientarsi fra le normative più recenti che distinguono fra vaccinati con due dosi, tre dosi e non vaccinati – conclude il genitore – Chi e quando potrà tornare a lavorare. E come?».

Gi.Ca.
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