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Ferrara. Imprese bloccate dai contagi, è allarme

Cirelli (Confartigianato): metà iscritti ha problemi e le piccole realtà vanno in crisi anche per un solo addetto positivo

FERRARA. Il recente allarme lanciato dal presidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi sul rischio di un blocco dell’operatività delle imprese, causa assenza lavoratori alle prese con un “sistema tamponi’’ormai in tilt, è già una realtà nel Ferrarese.

È un disagio generalizzato, trasversale a tutte le realtà produttive, ma con un particolare riguardo al settore della logistica, riferisce il segretario provinciale di Confartigianato Paolo Cirelli: «Dal nostro osservatorio emerge come la difficoltà nell’organizzare la produzione stia colpendo circa la metà delle imprese che seguiamo», fra lungaggini da tamponi e reazioni a catena («se devo essere rifornito da un’azienda che non è in grado di rifornirmi perché l’autotrasportatore non c’è, io a mia volta ho difficoltà a organizzare la produzione mancandomi il rifornimento»).


Ed è soprattutto un problema per le piccole aziende, sottolinea Cirelli: «in questi casi quando manca un’unità». Se poi si tratta del datore di lavoro allora si chiude. Come è capitato a una pasticceria di Poggio Renatico con metà personale positivo fra cui il datore: «e se per i lavoratori c’è la cassa integrazione o la malattia – sottolinea Cirelli – per il datore di lavoro, i soci collaboratori, non c’è alcuna provvidenza».

Le lungaggini inoltre, dice Cirelli, sono date anche da un altro problema: «se hai un contatto stretto con un positivo e sei sintomatico rimani a casa per cinque giorni e poi puoi tornare anche con un tampone rapido negativo. Ma quando fai la segnalazione ti bloccano il green pass e oggi nessuno è in grado di garantire che nel momento in cui fai il tampone in automatico torni valido il certificato verde». Situazioni in cui «si fa fatica a programmare le lavorazioni – aggiunge Cirelli – e tutto si aggiunge ai problemi già molto gravi relativi all’aumento dei costi energetici e delle materie prime. È un’ulteriore difficoltà in un momento in cui l’economia era tutto sommato ripartita». Per questo Confartigianato vedrebbe con «favore il green pass rafforzato sui posti di lavoro, che garantirebbe ulteriormente un minor livello di contagio». E «vediamo con favore l’ultimo decreto che prevede le quarantene per i vaccinati con ciclo completo ridotte o addirittura nulle», dice ancora Cirelli.

Se queste norme fossero entrate in vigore prima infatti, sottolinea Martina Tonello, socia di Vanity, parrucchiere di Copparo, «avremmo potuto tenere aperto. Invece dal 20 dicembre siamo stati chiusi perché un socio era positivo. Abbiamo perso circa 10mila euro stando chiusi proprio la settimana di Natale che per un parrucchiere è proprio il clou» .

Giovanna Corrieri

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