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I titolari del forno non si vaccinano, dipendenti all’oscuro e c’è una denuncia

Portomaggiore, chiuso per il contagio l'esercizio pubblico. La figlia 47enne è grave al Sant’Anna. Si profila il reato di epidemia colposa dopo la segnalazione ai carabinieri

Davide Bonesi
Sulla vetrina dello storico forno campeggia un semplice foglio di carta bianco sul quale è scritta la frase “Chiuso per malattia”. Una chiusura però che per il Panificio Busi prosegue ormai da diversi giorni, a causa della diffusione del contagio tra i componenti della famiglia che gestisce questa rinomata (e conosciuta) attività commerciale in via Garibaldi a Portomaggiore (ma i Busi hanno un punto vendita anche a San Nicolò, nell’Argentano). Situazione piuttosto frequente in questo periodo in tutta Italia ma, purtroppo, in questo caso ci sono anche conseguenze gravi. La principale è che fra i contagiati c’è la figlia del titolare Mario, la 47enne Cinzia, attualmente ricoverata in serie condizioni all’ospedale Sant’Anna di Cona; anche se, fortunatamente, le ultime notizie parlano di un miglioramento che fa ben sperare. Ma ora ai danni della famiglia Busi è arrivata anche una denuncia per l’accaduto.
IL CONTAGIO

Da giorni a Portomaggiore si parla di questa vicenda, perché la famiglia Busi è no-vax, anche se non dichiaratamente. E, infatti, la scoperta che i titolari del forno non si sono vaccinati è proprio arrivata in occasione della diffusione del contagio Covid e dell’aggravamento delle condizioni della 47enne (peraltro madre). Nei giorni successivi la notizia è circolata velocemente e non soltanto per la necessaria chiusura del panificio, ma anche per il fatto che - a quanto sembra - neppure i dipendenti erano a conoscenza della mancata vaccinazione. Ovviamente, a essere sorpresi negativamente di questa situazione sono anche i tanti clienti dell’attività commerciale, tanto che in occasione delle festività è cresciuta notevolmente la richiesta di tampone molecolare. Oltre ovviamente a ricordare come in questi quasi due anni di emergenza sanitaria siano state spiegate le norme di sicurezza in materia di trattamento dei prodotti alimentari, specialmente quelli non confezionati (è per l’appunto il caso del forno).
LA DENUNCIA
Spiacevole coda di questa vicenda è poi la denuncia formulata proprio in questi giorni nei confronti dei titolari del Panificio Busi. Dalle forze dell’ordine non trapelano notizie, ma sembrerebbe che a presentare la denuncia siano stati alcuni fra gli stessi dipendenti dell’attività artigianale, proprio in virtù di quanto avvenuto. E non si tratta di una denuncia da prendere sottogamba, perché quello che si profila è il reato di epidemia colposa.
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