Lutti a Ferrara, Comacchio e Poggio

Le vittime di età tra i 70 e i 55 anni. Altri 842 positivi e 11 ricoveri. In regione 2.153 casi ogni 100mila abitanti: mai così tanti

Sono un settantenne ferrarese, un uomo di 55 anni di Poggio Renatico e un comacchiese di 62 anni le ultime tre vittime del Covid nella nostra provincia, tutti deceduti tra Cona e il Delta il giorno dell’Epifania, ulteriore conferma che con questo virus non bisogna abbassare la guardia. I nuovi contagi sono stati 842 (su 1.316 tamponi), con un solo caso asintomatico, un dato che va letto con attenzione. Si stima che in tutta l’Emilia Romagna la variante Omicron sia ormai arrivata al 70 per cento, ma solo quando sarà del tutto prevalente, è stato spiegato ieri durante il punto con l’assessore regionale Donini, sarà possibile testare con maggior argine di sicurezza il suo vero impatto e la sua pericolosità: perché se è vero che questa variante sembrerebbe essere meno aggressiva, è altrettanto vero che la copertura vaccinale sta raggiungendo ormai percentuali altissime anche con le terze dosi, e chi ha ricevuto la booster è protetto almeno per il 70 per cento dal contagio e oltre il 90 per cento dalla malattia grave.

I ricoveri, pur costanti, non hanno seguito la curva dei contagi, che in tutta l’Emilia Romagna sono triplicati nelle due settimane tra il 20 dicembre e il 2 gennaio, (e ieri sono stati 17.119, con 15 vittime). Nelle ultime 24 ore nel Ferrarese altre 11 persone positive al Covid sono state portate all’ospedale di Cona (3 i dimessi), dove però il reparto adulti “scoppia” con 137 degenti su 131 letti, a cui aggiungere 8 pazienti nell’area pediatrica (su 9 letti). Stabile la situazione in Terapia intensiva Covid, con 14 pazienti gravi su 15 letti, mentre gli ospedali del Delta e di Cento contano rispettivamente 38 (su 40 posti) e 81 (su 82) degenti.


Ed è proprio il quadro ospedaliero, ha rimarcato ieri Donini, ad aver determinato il cambio di colore alla nostra regione, che da lunedì passera dalla zona bianca a quella gialla: il 15% di occupazione delle terapie intensive (su una soglia massima del 10%), e il 18% dei reparti ordinari (soglia massima, 15%). E questi dati, trasmessi giovedì al Ministero, sono già peggiorati, salendo rispettivamente al 15,7 e al 20,5%. Tutto questo con un tasso di ospedalizzazione rispetto al numero dei positivi molto basso rispetto al 10% della primissima ondata e al 4-5% di quelle successive: ora è appena dell’1,5%, ma rapportato a una massa mai vista di contagi determina comunque una situazione critica. «Oltre il 77,8% dei ricoverati in terapia intensiva non ha ricevuto nemmeno una dose - ha rimarcato Donini - Senza queste persone ricoverate l’occupazione ospedaliera Covid sarebbe meno di un quarto di quella attuale». A determinare il passaggio in giallo, anche l’incidenza dei positivi ogni 100mila abitanti, arrivata a 2.153 («mai vista prima»), mentre con l’Rt a 1,38 è atteso un ulteriore aumento dei contagi, prevedendo che il picco sarà fra due settimane.

Nel Ferrarese intanto crescono ancora i casi attivi: sono 767 in più, per effetto del saldo tra gli 842 nuovi contagi e le 75 guarigioni. Giovedì sono state somministrate 2.784 vaccinazioni, di cui 2.379 booster, 124 prime dosi e 281 seconde dosi. I ferraresi vaccinati con dose addizionale sono ora 137.766, in Emilia Romagna sono oltre un milione e mezzo.

A.M.

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