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Scortichino, nuovo stabilimento dopo il sisma: «Anni duri ma guardiamo al futuro»

La “Marchetti e Soffritti” venne fondata nel lontano 1942. I titolari: «Venderemo anche prodotti di nicchia al dettaglio»

SCORTICHINO. Conto alla rovescia per il nuovo stabilimento della “Marchetti e Soffritti”, azienda che si occupa della vendita di vino, acque minerali e liquori. Deposito ed emporio per la vendita al dettaglio stanno sorgendo nei pressi del campo sportivo di Scortichino e, se tutto andrà come previsto, verranno inaugurati tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate.

ANNI DURI


«Un traguardo importante che arriva dopo dieci anni di difficoltà e sacrifici», dice Marchetti. Nel 2012 il terremoto aveva distrutto il capannone e centinaia di bottiglie ma l’azienda non si è mai fermata. Marchetti e Soffritti presero in affitto un altro stabilimento e continuarono senza sosta la loro attività. «Sono stati anni durissimi. Io e il mio socio siamo arrivati ad azzerarci lo stipendio per pagare le spese vive e più di una volta ci siamo chiesti se avesse senso continuare... alla fine la risposta era sempre sì». Dopo lungaggini burocratiche, false partenze e attese infinite, il nuovo complesso si inizia finalmente a intravedere. Da un lato il capannone che fungerà da deposito, dall’altro una struttura in muratura che diventerà un punto vendita al dettaglio. «Fino ad oggi abbiamo sempre e solo lavorato come fornitori per ristoranti, locali e consegnato bevande a domicilio ma ora, visto che le licenze ce lo permettono, vogliamo anche lanciarci nel commercio al dettaglio», continua entusiasta Marchetti. I due pensano a prodotti di nicchia, marmellate e olii artigianali, salumi (confezionati) e tipicità locali.

LA FESTA

I soci vorrebbero inaugurare a maggio, a dieci anni esatti dal sisma. «Sarebbe un modo concreto e simbolico allo stesso tempo per chiudere i conti con un periodo difficilissimo». E poi c’è ancora una festa in sospeso. Nel 2012 la “Marchetti e Soffritti” aveva organizzato una maccheronata in paese per festeggiare i settant’anni di attività. La mangiata a Scortichino si sarebbe dovuta tenere il 28 maggio, ovviamente saltò… che sia questo l’anno buono? Il traguardo nel frattempo si è fatto ancor più prestigioso: ottant’anni di lavoro sul territorio e per esso. «Alcuni anni fa il Comune di Finale Emilia ci propose di spostarci dalla loro parte ma noi - sottolinea Marchetti -scegliemmo di restare a Scortichino e siamo felici della decisione. Casa e lavoro per noi sono sempre stati qui».

DAL 1942 AD OGGI

A cominciare l’avventura nel lontano 1942 fu il padre di Marchetti. «Si spostava in sella ad un ciuchino e portava il vino di casa in casa agli abitanti della zona», aveva raccontato. In questi ottant’anni la “Marchetti e Soffritti” ha dovuto affrontare (e superare) una guerra mondiale, un terremoto e una pandemia; per non parlare della crisi del lavoro legata all’incremento dei prezzi. «Non abbiamo mai smesso di lavorare perché ci abbiamo sempre creduto. Siamo pieni di entusiasmo e forse - conclude - è proprio questo che ci ha salvati».

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