Le orchestre da ballo scrivono al governo «Ancora fermi, ora aiuti»

Il firmatario è Gianmarco Bagutti, erede della storica famiglia di liscio nata dal fondatore Franco, rappresentante di un movimento quello delle orchestre che per decine d’anni ha rappresentato un’opportunità di lavoro per tanti cantanti e musicisti. Ma al suo fianco vi sono moltissimi colleghi ferraresi, che in queste ore stanno diffondendo il messaggio del presidente pro tempore di Obis, l’unione delle orchestre ballo italiano e spettacolo, inviato al presidente del consiglio Draghi e ai ministri Franceschini, Orlando e Giorgetti. “Il nuovo fermo alle discoteche, locali da ballo e assimilati di fatto impedisce e blocca tutte le attività produttive a essi direttamente connesse, come nel nostro caso le orchestre di musica da ballo (circa 2.000 imprese con 10.000 lavoratori dello spettacolo). Abbiamo creduto alla promessa del Governo, cioé che il Super Green pass doveva essere lo strumento per mantenere sempre aperte le nostre attività, ma purtroppo ciò è stato disatteso... La nostra attività produttiva è nuovamente ferma proprio perché direttamente connessa ai locali da ballo. Vogliamo ripeterci affinché “sia chiaro questo concetto” anche nel momento dell’auspicato risarcimento alle aziende per non essere ulteriormente dimenticati e discriminati. Chiediamo per tanti vengano messi in campo subito tutti gli strumenti economici necessari per risarcire il danno che le nostre aziende ancora una volta sono costrette a subire. Chiediamo venga prorogata la cassa integrazione in deroga per i nostri dipendenti sino alla fine del fermo lavorativo. Chiediamo inoltre venga istituito con urgenza al Ministero della cultura un ulteriore “bando extra-fus”: il nostro è un patrimonio di cultura musicale, socialità, ricreatività da proteggere e salvaguardare”, chiude.

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